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creazionismo

sm. [da creazione].

1) Dottrina cristiana secondo cui Dio crea ex nihilo un'anima per ogni uomo all'atto della concezione o della nascita. È opposta sia al traducianismo, che sostiene che l'anima venga generata insieme al corpo, sia a ogni dottrina che afferma la preesistenza dell'anima. Sebbene una parte della primitiva tradizione cristiana occidentale sia stata vicina al traducianismo, la validità del creazionismo fu sostenuta e diffusa da San Girolamo, da Sant'Ilario e in generale dai teologi medievali, e fu riconfermata da San Tommaso.

2) In filosofia, l'insieme delle teorie che attribuiscono la presenza della vita sulla Terra a un atto creativo di Dio o di un Ente supremo. In particolare si intende un concetto della creazione, legato alla tradizione giudaico-cristiana, che si richiama a una interpretazione letterale e non simbolica del racconto biblico; conseguentemente si negano tutti i modelli scientifici di evoluzione, sia per ciò che attiene all'uomo e agli altri esseri viventi, sia per ciò che riguarda l'universo nella sua interezza. Queste ipotesi, che trovano la loro radice nelle affermazioni della Bibbia e nella cultura scolastica, hanno avuto una notevole influenza fino al sec. XIX, quando si affermò l'evoluzionismo con l'opera di C. Darwin L'origine delle specie. Il più noto sostenitore del creazionismo e della non evoluzione delle specie è stato C. Linneo. Ancora alla fine del Novecento il movimento creazionista, lungi dall'essersi esaurito con l'affermazione dell'evoluzionismo darwiniano e delle successive conquiste scientifiche, è diffuso tra alcuni gruppi di fondamentalisti protestanti, di ambiente anglosassone, soprattutto negli Stati Uniti.

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