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demòtico

agg. e sm. (pl. m. -ci) [sec. XIX; dal greco dēmotikós, propr. popolare].

1) Agg., popolare: scrittura demotica, tipo di scrittura egiziana; anche la lingua appartenente al gruppo camitico (il demotico, sm.) che con tali caratteri viene rappresentata. § La scrittura demotica, che conta ca. 600 segni, appare nel sec. VIII a. C. e rappresenta una semplificazione della precedente scrittura ieratica, che è un'evoluzione in forma corsiva della scrittura geroglifica. L'ultimo documento in scrittura demotica è un'iscrizione di Philae della fine del sec. V d. C. L'alfabeto copto che la sostituì ha derivato sette segni dalla scrittura demotica e tutti gli altri dall'alfabeto greco. La decifrazione del demotico fu compiuta solo nel sec. XIX a opera di Silvestre de Sacy, J. D. Akerblad e Thomas Young in seguito al ritrovamento nel 1799 della famosa stele trilingue (greco, demotico e geroglifico) di Rosetta.

2) Sm., aggettivo derivato dal nome di un demo e, per estensione, di una località per indicare il luogo di origine di una persona: comasco è il demotico di Como.

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