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eclogite

sf. [sec. XIX; dal greco eklogḗ, scelta]. Roccia di origine metamorfica, a struttura granulare e priva di scistosità, caratterizzata dall'associazione di un pirosseno di colore verde (omfacite), di composizione intermedia tra la giadeite e il diopside, e di un granato di colore rosso scuro (piropo) spesso parzialmente alterato in kelifite. Altri minerali solitamente presenti sono l'enstatite, l'olivina, il rutilo, la cianite e l'orneblenda. Di composizione chimica corrispondente a quella dei gabbri, ma rispetto a queste più dense (d=3,5), le eclogiti si sono formate in condizioni di alte pressioni e temperature in zone profonde della crosta terrestre o nella parte superiore del mantello. La loro attuale giacitura in lenti e bande entro rocce formatesi per metamorfismo di grado non molto elevato, deve essere attribuita a fenomeni di dislocazione tettonica. Abbastanza rare, sono state osservate come frammenti nelle kimberliti dei camini diamantiferi del Sudafrica, come inclusi nei basalti, come filoni e lenti entro peridotiti, serpentine, anfiboliti e gneiss.