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empìreo

agg. e sm. [sec. XIII; dal greco empýrios, infiammato]. Secondo la concezione medievale il decimo cielo, sede degli angeli. Gnostici e neoplatonici ne avevano tratto il concetto da Platone, che aveva parlato di “anima del mondo”. Proclo lo definì “luce che emana dall'anima del mondo”; per San Basilio l'empireo era una “luce intelligibile” e si collocava fuori del mondo come sede dei beati: la sua dottrina fu accolta da Sant'Isidoro e dal Venerabile Beda. Alberto Magno, San Tommaso e San Bonaventura lo definirono “luogo di pura luce, incorrotto, creato assieme alla terra e sede degli angeli”. Dante ripeté la loro dottrina e vide l'empireo come pura luce, in cui Dio si manifesta come causalità di tutto l'universo.