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fìmbria

sf. [sec. XIV; dal latino fimbría, frangia].

1) Qualsiasi formazione anatomica che abbia forma di frangia o di lamina sfrangiata: fimbria dell'ippocampo, benderella di sostanza bianca della circonvoluzione dell'ippocampo; fimbria della tuba, lamine sfrangiate della parte iniziale delle trombe uterine; la più lunga (2-3 cm) entra in rapporto con l'ovaio ed è detta fimbria ovarica.

2) In batteriologia, le fimbrie sono particolari appendici filamentose che circondano a raggiera il corpo batterico in alcuni germi Gram-negativi; sono più piccole (diametro 70-80 Å) e più numerose dei flagelli e non intervengono nei fenomeni di mobilità del germe. Le fimbrie hanno una costituzione esclusivamente proteica e quindi, analogamente ai flagelli, posseggono spiccate proprietà antigeniche. La presenza delle fimbrie permette alle cellule microbiche di aderire saldamente tra loro durante la coniugazione o accoppiamento. Alcune fimbrie hanno una funzione anche più specifica in quanto permettono il passaggio di materiale genetico attraverso il foro da esse posseduto, da una cellula batterica maschile a una femminile.

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