Questo sito contribuisce alla audience di

fachiro

sm. [sec. XVII; dall'arabo faqīr, povero, tramite il francese faquir].

1) Asceta musulmano, così chiamato perché vive in stato di povertà o, in senso fig., perché in questa vita terrena è “mancante” di Dio.

2) Nell'uso corrente, chi si sottopone, senza dar segno di sofferenza, a eccezionali prove fisiche, di digiuno, tormenti.

3) Negli spettacoli del circo, del music-hall e delle fiere, colui che si esibisce, a imitazione, non sempre genuina, degli asceti indiani o maomettani, in esercizi basati sulla capacità di dominare il proprio corpo od oggetti esterni. § Nella comunità yazidica il nome viene dato ai membri di una sorta di ordine religioso – le “teste nere” (turco qarabash), così detti per il colore del copricapo – governato da un “maestro” o kak. Al di fuori del mondo islamico, il termine fachiro è stato impropriamente adottato per indicare certe figure di santoni o yogin indiani, dotati di poteri fisici (resistenza alla forza comburente del fuoco, all'azione traumatica di oggetti lesivi, come chiodi, vetri, ecc., ai digiuni prolungati) . Le pratiche di violenza corporale, che nei fachiri sono poco più che occasione di spettacolo, hanno tuttavia un fondamento religioso come tecniche di mortificazione previste dalla tradizione ascetica dell'India.

Media

Fachiro

Collegamenti