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forchétta

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Lessico

Sf. [sec. XIII; dim. di forca].

1) Posata da tavola a forma di piccola forca, usata per infilzare cibi solidi e portarli alla bocca: forchetta a due, a quattro punte; fig., in alcune locuzioni: essere una buona forchetta, un buongustaio, un buon mangiatore; parlare in punta di forchetta, in modo ricercato, affettato.

2) Nel gergo militare, lo stesso che forcella.

3) Nell'attrezzatura navale, puntello verticale di legno o di metallo con l'estremità superiore foggiata a U o munita di un collare apribile, disposto sulla poppa di navi a vela per sostenere il boma quando la randa è serrata.

4) In anatomia umana, formazione, detta anche forcella, simile a una piccola forca: forchetta sternale, incisura mediana dello sterno; forchetta della vulva, la commessura posteriore delle grandi labbra.

5) Nell'anatomia degli Uccelli, nome comune dell'osso biforcuto detto anche furcula, costituito dalle clavicole saldate medialmente.

6) In musica, lo stesso che forcella.

7) Nel gioco degli scacchi, mossa di un pedone che attacca simultaneamente due pezzi avversari.

Telecomunicazioni

Forchetta telefonica, dispositivo impiegato negli impianti telefonici per trasformare circuiti a due fili in circuiti a quattro fili e viceversa. Si definiscono circuiti a due fili quelli in cui una conversazione bidirezionale (cioè tale che i due interlocutori posti agli estremi della linea possono simultaneamente fungere da parlatori o da ascoltatori) può avvenire con l'ausilio di un solo circuito telefonico, costituito da una sola coppia di conduttori elettrici; si definiscono circuiti a quattro fili quelli in cui sono presenti due circuiti (e cioè quattro fili), il primo per una direzione di trasmissione, il secondo per la direzione opposta. La trasformazione di un circuito a due fili in uno a quattro fili (e viceversa) è necessaria in molti casi, per esempio quando occorre amplificare il segnale; dato infatti che l'amplificatore è un circuito adatto a funzionare in un solo senso di trasmissione, esso non può essere inserito nell'ambito di un circuito a due fili: pertanto, si trasforma il circuito a due fili in uno a quattro fili, nel quale sono inseriti due amplificatori posti in senso opposto. Successivamente il circuito a quattro fili viene trasformato di nuovo in un circuito a due fili. In questo caso occorrono due forchette telefoniche, una a destra, una a sinistra della sezione amplificatrice; ogni forchetta è costituita da un circuito a ponte, realizzato con un trasformatore differenziale e un particolare elemento circuitale detto "complemento di linea". Un circuito simile alla forchetta telefonica è presente in ogni apparecchio telefonico per fare in modo che il segnale di linea arrivi all'auricolare, senza interessare il microfono e che, viceversa, il segnale del microfono sia inviato in linea, senza interessare l'auricolare. Quest'ultima condizione non viene realizzata in modo completo, permettendo quindi che una piccola parte del segnale del microfono pervenga comunque all'auricolare, così da ottenere il cosiddetto "effetto locale", grazie al quale il parlatore, oltre a inviare il segnale in linea, ha la sensazione di sentire se stesso attraverso l'auricolare.