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implosióne

sf. [da esplosione con cambio di prefisso].

1) Fenomeno opposto all'esplosione, che ha luogo quando le pareti di una cavità di un corpo, di cui la pressione interna è molto inferiore alla pressione esterna, cedono bruscamente, con conseguente proiezione verso l'interno di frammenti. È un fenomeno distruttivo possibile nei cinescopi dei televisori quando, a causa di un difetto di costruzione o di un urto, le pareti del tubo, nel quale viene creato il vuoto, cedono sotto il notevole sforzo cui sono costantemente sottoposte per la pressione atmosferica. Il cinescopio si spezza in vari frammenti che, proiettati verso l'interno, si urtano con forza fra loro e, rimbalzando poi violentemente verso l'esterno, provocano generalmente la distruzione degli altri componenti fondamentali del televisore.

2) In fonetica, la prima fase dell'articolazione di un suono occlusivo; consiste nell'inspirazione dell'aria che in un secondo momento viene espirata.

3) In geografia, implosione spaziale, loc, originariamente usata nella letteratura anglosassone, per definire il processo che porta alla progressiva diminuzione delle distanze (in termini di tempi di percorrenza e di costi di trasporto) fra aree diverse e, in particolare, fra città. Particolarmente interessate risultano le città maggiori, a differenza di quelle minori, giacché le innovazioni nei trasporti e nelle comunicazioni vengono applicate in primo luogo, e a volte esclusivamente, ai centri principali; poiché il processo si autoalimenta, l'implosione tende a rafforzare sia il rango sia le relazioni delle città maggiori, mentre porta a marginalizzare i centri urbani meno popolosi e di rango inferiore, che divengono via via meno accessibili.

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