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intersessualità

sf. [sec. XX; inter-+sessualità]. In biologia, fenomeno per cui taluni individui presentano caratteri sessuali intermedi tra quelli maschili e femminili di solito con prevalenza di quelli di un sesso. Tale condizione è stata riscontrata in svariate specie e particolarmente è stata studiata nella farfalla Lymantria dispar. In questa specie di farfalla, ibridando femmine di razze giapponesi con maschi europei, si ottiene una F₁ normale per ambedue i sessi; mentre incrociando femmine europee con maschi giapponesi si ottengono anche degli intersessi. L'interpretazione di questo fenomeno è ora chiara e fa luce anche sul valore quantitativo della determinazione sessuale. Le razze europee di Lymantria vengono dette sessualmente “deboli”, mentre quelle giapponesi “forti”; si suppone che in entrambi i sessi si manifestino le tendenze femminilizzante e mascolinizzante. R. Goldschmidt, che più ha studiato questo caso, ammette poi che la tendenza femminilizzante sia portata dal citoplasma, mentre quella mascolinizzante dai cromosomi sessuali. Generalmente gli intersessi sono sterili; a volte però producono gameti ma, in tal caso, questi sono di un sol sesso. È così possibile distinguere gli intersessi dagli ermafroditi che producono gameti maturi di entrambi i sessi. Nei Mammiferi individui intersessuati possono derivare, per esempio, da fenomeni di aberrazioni genetiche e cromosomiche o per mutazioni geniche.

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