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manzonismo

sm. [sec. XIX; da A. Manzoni]. L'adesione ideologica e l'imitazione letteraria dell'opera di A. Manzoni, quale fu praticata da scrittori come T. Grossi, M. d'Azeglio, N. Tommaseo, R. Bonghi, E. De Amicis, G. Carcano, E. De Marchi e altri. Più specificamente, il manzonismo è la teoria linguistica di Manzoni, che proponeva come lingua nazionale il fiorentino parlato dagli uomini colti. In questa accezione il termine è stato usato in senso spregiativo (il “manzonismo degli stenterelli” di cui parla Carducci nella poesia Davanti San Guido), per designare l'applicazione esagerata e pedantesca di tale teoria nelle opere letterarie.

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