Questo sito contribuisce alla audience di

mutualismo

Guarda l'indice

Lessico

sm. [sec. XX; da mutuale].

1) In biologia, particolare tipo di associazione, detta anche simbiosi mutualistica, non sempre strettamente obbligatoria, tra due o più individui di specie diversa che si attua con vantaggio reciproco.

2) Mutualità.

Biologia

I rapporti contratti dai simbionti sono molteplici ma, in genere, tendono a risolvere problemi di carattere nutrizionale e protettivo. Per esempio il paguro sceglie accuratamente un'attinia da impiantare sulla conchiglia da lui stesso occupata di modo che i tentacoli urticanti del celenterato lo proteggano da eventuali nemici o da pericolosi intrusi; nel contempo l'attinia gli fornisce facilmente come cibo gli avanzi di animali catturati e lasciati cadere; a sua volta, l'attinia, trasportata attorno dal suo ospite, avrà maggior probabilità di predare. Un altro crostaceo, il granchio facchino, si ricopre con spugne o colonie di ascidie il carapace, mascherandosi completamente; le spugne e le ascidie adattano la propria forma a quella del substrato fornito dall'ospite e beneficiano del trasporto, come nel caso dell'attinia. Altri esempi sono quelli offerti da alcune alghe d'acqua dolce e marine, viventi rispettivamente nei tessuti di idre e in quelli di attinie e madrepore: le alghe, protette dal celenterato che le ospita, beneficiano dell'anidride carbonica e delle sostanze proteiche prodotte dall'animale stesso, mentre questi si avvantaggia dell'ossigeno e dei carboidrati elaborati per fotosintesi dal vegetale. In particolare nella madrepora, sembra poi che le altre zooxantelle, sottraendo CO₂ dall'ambiente interno dell'animale, favoriscano anche la precipitazione di calcio come carbonato insolubile, e, di conseguenza, la formazione calcarea scheletrica della madrepora. Classico esempio di rapporti mutualistici è quello fornito dalle bufaghe, uccelli che frequentemente si vedono posati sul corpo dei rinoceronti africani e di altri grossi erbivori, intenti a estrarre col becco acuminato zecche e insetti parassiti dalla pelle di questi animali; allo stesso modo, gli aironi guardabuoi ripuliscono attentamente dai parassiti la superficie cutanea dei bufali, mentre questi pascolano tranquilli o si crogiolano nella bassa acqua fangosa; in caso di pericolo, sono gli uccelli stessi (aironi e bufaghe) a dare l'allarme al branco dei grossi mammiferi. Interessanti aspetti di mutualismo obbligatorio sono quelli fra batteri e ciliofori con mammiferi erbivori, e tra i Protozoi Ipermastigidi e le termiti: in entrambi i casi gli organismi unicellulari vivono nell'intestino dell'ospite, essendo questo l'unico ambiente adatto alla loro sopravvivenza; in compenso operano la scissione in composti più semplici e facilmente assimilabili della cellulosa dei vegetali ingeriti dai loro ospiti, che sono incapaci di utilizzarla da soli per mancanza dei complessi enzimatici specifici. Nel caso delle termiti, il mutualismo è strettamente obbligatorio: private sperimentalmente dei protozoi intestinali, le termiti non sono più capaci di digerire la cellulosa del legno e muoiono di inedia.