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simbiòsi

sf. [sec. XIX; dal greco symbíōsis, convivenza].

1) Associazione naturale fra individui animali o vegetali di specie diverse, che da tale situazione tendono a trarre il maggior vantaggio. L'organismo di maggiori dimensioni si chiama ospite, mentre il più piccolo si chiama simbionte. Il simbionte trae sempre beneficio da questa relazione, mentre le conseguenze sull'ospite possono essere di vario tipo. L'associazione simbiotica può essere tanto intima da portare a un adattamento vicendevole che si concreta con scambi fisiologici fra gli individui in causa, come avviene per i licheni, le micorrize e alcuni Batteri. Quando entrambi gli organismi coinvolti, simbionte e ospite, ne traggono beneficio la relazione si chiama mutualismo e rappresenta il tipo meno comune di simbiosi. Il commensalismo, in cui l'ospite non trae beneficio né riceve danno, si sviluppa più frequentemente: il simbionte, o commensale, riceve protezione dall'ospite oppure utilizza i suoi avanzi di cibo. Il più comune tipo di relazione simbiotica è il parassitismo, in cui l'ospite è danneggiato dalla presenza del simbionte. La relazione non deve necessariamente provocare gravi lesioni alla specie ospite; infatti se quest'ultima subisce danni troppo gravi dai propri parassiti e va incontro all'estinzione, anche la specie parassita ne risente negativamente.

2) Fig., compresenza di aspetti diversi o stretta relazione fra persone, cose, fatti e simili: simbiosi tra cultura e società.

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