surréne

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Definizione

sm. [sec. XX; sur-+rene]. In anatomia, ghiandola endocrina pari e simmetrica situata nella loggia renale, sopra il polo superiore di ogni rene a lato della colonna vertebrale. "Per il rene e la ghiandola surrenale vedi disegno al lemma del 19° volume."

Fisiologia

Il surrene è un piccolo organo, detto anche ghiandola surrenale, costituito da una parte centrale detta “midollare” e da una parte periferica o “corteccia”. Tale distinzione, agevole anche all'esame macroscopico della ghiandola, può essere fatta in modo più preciso con opportuni metodi istochimici. La corteccia è infatti caratterizzata dalla colorabilità con sudan, colorante dei grassi, mentre la midollare presenta la reazione cromaffine. A questa diversità istochimica fa riscontro una diversità funzionale: la corteccia secerne lipidi steroidei, gli ormoni corticosteroidi, mentre le caratteristiche reazioni della midollare sono dovute alla presenza di catecolamine. La differenza tra midollare e corteccia è anche embriologica; la midollare ha origine da formazioni ectodermiche, da cui derivano anche i gangli del sistema nervoso simpatico; la corticale deriva invece da un ispessimento dell'epitelio celomatico su entrambi i lati del primitivo mesentere, quindi in stretto rapporto con l'abbozzo delle gonadi. La vascolarizzazione del surrene è molto abbondante; sulla ghiandola convergono tre arterie surrenali, che sono rispettivamente rami dell'arteria frenica inferiore, dell'aorta e dell'arteria renale. Queste arterie si ramificano formando ricchi plessi capillari che convergono su vene satelliti delle arterie e su una grossa vena centrale, la quale sbocca a destra nella vena cava, a sinistra nella vena renale. La midollare è innervata da fibre pregangliari ortosimpatichecolinergiche che provengono dal nervo splancnico; vi sarebbe inoltre un'innervazione vasomotoria e forse anche un'innervazione sensitiva nell'involucro fibroso dell'organo. Delle due parti del surrene la più importante è la corteccia, la cui mancanza provoca in breve tempo la morte. La midollare del surrene può essere considerata un ganglio simpatico le cui cellule hanno perso le fibre. In essa avvengono la sintesi e la secrezione delle catecolamine (adrenalina e noradrenalina) che controllano l'attività di vari organi e apparati. È noto infatti che le catecolamine agiscono sul cuore, con aumento della frequenza e della forza di contrazione, sui vasi sanguigni, con variazioni della pressione e delle resistenze periferiche totali, sul sistema nervoso centrale, specie durante la veglia, sulla muscolatura liscia, con rilasciamento dell'intestino, della vescica e dei bronchi, contrazione della milza e della muscolatura uterina, dilatazione della pupilla. Le catecolamine agiscono anche sui muscoli scheletrici diminuendo la sensibilità alla fatica, nonché sui metabolismi proteico, lipidico e glicidico; attivano infatti la glicogenolisi e la lipolisi, con aumento degli acidi grassi non esterificati circolanti, e stimolano il metabolismo basale e il consumo di ossigeno dei tessuti. Nella midollare le catecolamine vengono prodotte con continuità e accumulate in piccoli granuli endocellulari da cui vengono liberate in risposta a stimoli nervosi provenienti, attraverso le fibre simpatiche pregangliari, da centri nervosi del midollo. Questi centri sono sotto il controllo del bulbo, dell'ipotalamo e della corteccia cerebrale. Essi sono inattivi durante il sonno, mentre stimolano la secrezione di catecolamine surrenali durante l'attività muscolare e soprattutto in situazioni di emergenza (stress psicofisici, esposizione al freddo, digiuno, forti emozioni, paura ecc.). La liberazione di catecolamine mette l'organismo in condizioni di superare le situazioni di stress. La corteccia del surrene ha una notevole complessità dal punto di vista sia anatomico sia funzionale. Per la disposizione delle cellule si possono riconoscere in essa tre strati, che sono, dall'esterno all'interno: la glomerulosa, con cellule disposte a formare piccoli glomeruli, la fascicolata, con cellule disposte a fasci perpendicolari alla superficie esterna della ghiandola, la reticolare, le cui cellule sono disposte irregolarmente in profondità presso la parte midollare. In alcune specie animali si riconosce una quarta zona corticosurrenale, detta “zona X” o “corticale fetale”, posta al limite tra la corteccia e la parte midollare. Nell'uomo questa zona, che ha la funzione di produrre ormoni sessuali, è presente per un certo tempo durante la vita fetale per poi scomparire completamente (per la struttura chimica e la funzione fisiologica degli ormoni della corteccia surrenale, vedi aldosterone e corticosteroide).

Patologia

Alterazioni patologiche che determinano una sintomatologia clinica di iperfunzione o di insufficienza ghiandolare possono interessare sia la midollare sia la corteccia del surrene. Il feocromocitoma è una neoplasia benigna del tessuto cromaffine midollare responsabile dell'1-2% delle forme di ipertensione, soprattutto in età giovanile. Può anche svilupparsi in sede extra-midollare, nelle cellule cromaffini presenti nell'ilo renale, lungo i gangli della catena vertebrale, nella regione pelvica, nella biforcazione aortica ecc. Il tumore secerne forti quantità di adrenalina e di noradrenalina determinando fenomeni di ipertensione parossistica isolata o ipertensione permanente. Più numerose e varie sono le malattie della corteccia surrenale, che possono essere distinte in sindromi da iperfunzione e sindromi da ipofunzione. Le prime vengono ulteriormente classificate in varie categorie a seconda che interessino un solo ormone o più ormoni contemporaneamente. Gli ipercorticosurrenalismi monosteroidei comprendono l'iperaldosteronismo primitivo o morbo di Conn, il morbo di Cushing e la sindrome adrenogenitale. L'ipercrinia surrenalica è per contro la sindrome caratterizzata dall'increzione eccessiva di tutti gli ormoni della corteccia surrenale. Anche nell'ambito delle sindromi da ipofunzione si distinguono iposurrenalismi monosteroidei e polisteroidei. Esempi di questi ultimi sono il morbo di Addison (insufficienza surrenale primitiva) e l'insufficienza surrenale acuta, il più delle volte secondaria a una sepsi meningococcica acuta o a una meningite cerebro-spinale meningococcica. Questa forma, detta anche sindrome di Waterhouse-Friderichsen, si manifesta con un grave quadro clinico (vomito, porpora, ipotensione, perdita di sodio e di potassio, iperazotemia) che generalmente ha esito mortale.