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opposizióne

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Lessico

sf. [sec. XIII; dal latino oppositíonis, da opponĕre, opporre].

1) Atto dell'opporre o dell'opporsi; atteggiamento ostile o contrario; azione con cui ci si oppone a qualcuno o a qualche cosa, con cui si cerca di ostacolare, di contrastare qualche cosa: si sono sposati nonostante l'opposizione delle famiglie; vincere l'opposizione degli avversari; trovare, incontrare opposizione; fare opposizione, opporsi. In particolare, in un dibattito, in un contraddittorio, argomento opposto, obiezione: respingere le opposizioni. Per estensione, contrasto, contraddizione: c'è un'evidente opposizione tra le due tesi; le nostre idee sono in opposizione.

2) Non comune, il porre o porsi contro, di fronte; posizione opposta, movimento contrastante; movimento di opposizione, il tipico movimento del pollice in senso contrario a quello delle altre dita, che permette la prensione; opposizione delle labbra, la posizione che assumono mettendosi una di fronte all'altra, per esempio nella pronuncia delle consonanti labiali. Nella scherma, angolo formato dal polso (che si piega a destra o a sinistra, in alto o in basso) e dalla lama, per impedire l'azione dell'avversario.

3) Nel linguaggio politico, opposizione parlamentare, l'insieme dei partiti politici e dei loro rappresentanti nelle assemblee elettive che, nei Paesi a regime parlamentare, assumono un atteggiamento critico e svolgono un'azione di contrasto verso il programma politico perseguito dal governo da cui, quindi, restano esclusi.

4) In linguistica, secondo le correnti moderne, differenze distintive tra i vari elementi linguistici. In particolare la scuola linguistica di Praga chiama opposizione fonologica o fonematica ogni differenza di suono che comporta una differenziazione del significato, come la differenza tra consonanti sorde e sonore (tue, due), semplici e doppie (caro, carro).

5) In fisica, differenza di fase uguale a 180º tra due grandezze ondulatorie di uguale frequenza. 6) In astronomia, posizione reciproca di due astri, nella quale le rispettive longitudini, o anche ascensioni rette, differiscono di 180º. L'opposizione è quasi sempre riferita al Sole e può verificarsi solo per la Luna, le comete e i pianeti superiori, nonché i pianetini; per questi l'opposizione è la posizione di massimo illuminamento e di minima distanza dalla Terra. La Luna si trova nella posizione di opposizione quando è nella fase di pienezza .

Filosofia

Relazione di reciproca esclusione tra oggetti, termini, proposizioni; per queste ultime, secondo Aristotele, assume 4 forme: contraddizione, od opposizione secondo qualità e quantità (affermazione-negazione; universalità-particolarità); contrarietà, od opposizione secondo la sola qualità; subcontrarietà (di 2 proposizioni particolari, la seconda nega che valga per altri quanto la prima dice di alcuni); subalternazione, od opposizione secondo la sola quantità.

Diritto costituzionale

Nei sistemi statali ispirati a principi democratici (di cui è elemento essenziale), un'opposizione parlamentare autonoma e libera, nella misura in cui sa alimentare un costante rapporto dialettico con la maggioranza, assolve una funzione, che ne fa un'espressione della sovranità popolare, diversa ma complementare allo stesso governo. Tanto più che un modificarsi delle alleanze o delle forze esistenti in Parlamento può consentire, in un breve arco di tempo, all'opposizione di diventare maggioranza, così da sostituire il precedente governo, garantendo una continuità di vita democratica, fuori da contrapposizioni radicali e inconciliabili. Il parlamentarismo inglese ha reso addirittura ufficiale questa funzione dell'opposizione, attribuendo al leader del partito di opposizione numericamente più forte ai Comuni (presidente dello shadow cabinet, il governo ombra), il diritto di percepire per tale ruolo uno stipendio a carico dell'erario. Tuttavia, è importante chiarire che con la nascita dei partiti di massa, fortemente ideologizzati ed espressione di interessi di classi spesso contrapposte, si è alterato anche lo schema tradizionale di rapporti alternativi tra maggioranza e opposizione. Rispetto ai regimi liberali dell'Ottocento, dove l'intera classe politica proveniva dalla borghesia e aveva, quindi, una visione sostanzialmente omogenea dei problemi fondamentali, nelle democrazie contemporanee il contrasto tra le diverse forze partitiche è assai più profondo e verte anche sul modo di intendere alcuni dei principi che sono alla base del sistema. Di conseguenza, un'alternativa automatica e indolore tra le diverse forze parlamentari diventa fortemente improbabile e si verifica una sostanziale immobilità dei rispettivi ruoli tra chi detiene la maggioranza e governa e chi resta all'opposizione. L'opposizione extraparlamentare è, invece, costituita dall'insieme dei gruppi politici che negano la validità stessa del regime parlamentare, vedendovi una forma mistificata della democrazia attraverso la quale le forze sociali ed economiche dominanti cercano di perpetuare il loro potere. Si formano allora dei movimenti partitici che respingono qualsiasi tipo di dialettica all'interno delle assemblee legislative e agiscono al di fuori delle istituzioni democratiche con l'obiettivo di abbattere il sistema politico esistente e sostituirvi un governo dei ceti sociali sfruttati, di cui ritengono essere gli unici e genuini rappresentanti.

Diritto pubblico

Nel diritto pubblico, l'opposizione assume due distinti significati: nel diritto costituzionale è sinonimo di minoranza (alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica). Il sistema parlamentare democratico tutela e rispetta l'opposizione, che ha la funzione di controllo critico dell'operato della maggioranza. La tutela delle minoranze è prevista in numerosi articoli della vigente Costituzione e dei Regolamenti parlamentari. Le Commissioni parlamentari permanenti rispecchiano (tendenzialmente) la proporzione dei gruppi parlamentari; l'opposizione ha in esse diritto d'intervento alla pari con la maggioranza; la proporzione dei vari gruppi è rispettata anche nella formazione delle Commissioni d'inchiesta. Quanto detto vale anche per le minoranze che sono presenti nei Consigli regionali.

Diritto civile

Si ha l'opposizione alla dichiarazione di fallimento, che può essere fatta dal debitore e da qualsiasi altro interessato (non però da chi ha fatto richiesta di dichiarazione di fallimento) entro quindici giorni dall'affissione della sentenza e con atto di citazione, che deve essere notificato al curatore e al creditore richiedente; opposizione alla domanda di separazione dei coniugi, riconosciuta ai creditori del marito per quanto concerne la separazione della dote; opposizione al matrimonio, del cui diritto godono i genitori dei nubendi (o in loro assenza gli ascendenti e collaterali fino al terzo grado) qualora conoscano ostacoli alla celebrazione del matrimonio; uguale diritto hanno il tutore o curatore dello sposo soggetto a tutela o a cura; godono ancora dell'opposizione il coniuge della persona che vuole contrarre il nuovo matrimonio, e il Pubblico Ministero, qualora sia a conoscenza di ostacoli; opposizione all'omologamento del concordato, concessa ai creditori e interessati che dissentono dai termini del concordato.

Diritto processuale

In diritto processuale civile si ha l'opposizione del terzo, quando la sentenza pregiudica in via indiretta i suoi interessi; al debitore e al terzo è riconosciuto il diritto di opposizione all'esecuzione della sentenza. Questa però continua a essere esecutiva, a meno che non si sia in presenza di gravi motivi. Nel diritto processuale penale il condannato ha la possibilità di opposizione quando la condanna sia avvenuta per mezzo di un decreto; debbono però esistere motivi di fatto o di diritto.

Metrologia

Per il metodo di misurazione per opposizione, vedi misurazione. In particolare, metodo di opposizione, o metodo potenziometrico, è un metodo di misurazione di differenze di potenziale e forze elettromotrici basato sul confronto della grandezza da misurare con altra, nota e calibrabile, di solito mediante un sistema potenziometrico. In un circuito nel quale viene inserito uno strumento di misura, le due fonti di forza elettromotrice, o i punti tra i quali va effettuata la misurazione, vengono collegati in un circuito entro il quale è inserito uno strumento molto sensibile, a zero centrale, non necessariamente munito di scala graduata. I collegamenti vengono realizzati in modo che lo strumento sia percorso da corrente quando le due forze elettromotrici sono diseguali. Calibrando quella nota e regolabile, si porta a zero lo strumento e si effettua la lettura sul sistema di calibrazione della forza elettromotrice nota.