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orchiepididimite

sf. [sec. XX; da orchi-+epididimo+-ite]. Infiammazione del testicolo e dell'epididimo, spesso coinvolti contemporaneamente da processi infettivi dell'apparato urogenitale o di origine venerea. Gli agenti eziologici più frequenti sono i Batteri, seguiti da Funghi (Candida) e parassiti (parassitosi tropicali). Un ruolo favorente è svolto anche da piccoli e ripetuti traumi che determinano una congestione cronica sulla quale può facilmente attecchire un'infezione. Forme particolari di orchiepididimite sono quelle tubercolari e quella luetica. Dal punto di vista clinico si distinguono orchiepididimite acute e croniche, le prime colpiscono soprattutto soggetti sottoposti a cateterismo delle vie urinarie per motivi diagnostici (cistoscopia) o terapeutici e sono caratterizzate da febbre alta e dolore al testicolo colpito. Le seconde, che rappresentano spesso l'evoluzione delle prime, danno scarsi sintomi ma possono andare incontro a episodi di riacutizzazione. La terapia è fondamentalmente antibiotica; utili sono anche i sulfamidici e gli impacchi caldo-umidi. Non di rado è necessario ricorrere all'intervento di rimozione chirurgica dell'infezione, specie se cronicizzata e con notevole tendenza alle recidive. Le forme tubercolari e luetiche vanno trattate con farmaci specifici; le prime possono richiedere come terapia risolutiva l'intervento di asportazione chirurgica dell'epididimo.

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