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prostaglandina

sf. [da prosta(ta)+ latino glandla), ghiandola+-ina]. Nome di alcune sostanze fisiologiche isolate originariamente nel liquido seminale ma evidenziate in seguito nella maggior parte dei tessuti, dove si formano a partire da acidi grassi insaturi. Le prostaglandine svolgono molteplici e complesse funzioni biologiche; esse agiscono come “modulatori locali” del controllo operato dagli ormoni sul metabolismo e sulle attività funzionali delle cellule; a livello di alcuni organi si comportano come veri e propri ormoni. Alle prostaglandine si attribuisce un ruolo importante, anche se non perfettamente definito, nella trasmissione degli impulsi nervosi, nella funzione renale, nel metabolismo dei trigliceridi a livello del tessuto adiposo, nella biosintesi del progesterone. Alcune prostaglandine controllano la circolazione sanguigna nel distretto vascolare del rene, altre regolano l'attività esercitata dai vari ormoni sul circolo generale. Le alterazioni nella sintesi e nel metabolismo delle prostaglandine hanno un significato importante nella patogenesi dell'infiammazione, dell'ipertensione arteriosa, degli stati febbrili e dolorosi, dell'asma bronchiale e dell'ulcera gastroduodenale. È stato osservato che molti farmaci antipiretici, analgesici e antinfiammatori sono potenti inibitori della sintesi delle prostaglandine. Le prostaglandine vengono studiate anche nella prospettiva dei loro possibili impieghi in medicina. In tale ambito un serio ostacolo è rappresentato dalla molteplicità dei loro effetti, che rende difficile sfruttarle senza produrre azioni collaterali indesiderate. Una delle prime applicazioni pratiche delle prostaglandine riguarda l'induzione dell'aborto terapeutico. Tale impiego si rifà all'azione contratturante esercitata dalla prostaglandina F₂ sulla muscolatura liscia dell'utero gravido, anche quando essa è resistente ad altri stimoli di tipo fisiologico o farmacologico. Mediante iniezione intra-amniotica di 40 mg di prostaglandina F₂ nella gravida al secondo trimestre di gestazione si riesce a ottenere nel 75% dei casi l'aborto completo entro 24 ore. Broncospasmo, fenomeni allergici e disturbi gastrointestinali si osservano con una certa frequenza in seguito a tale trattamento.