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asma

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Lessico

sm. (meno frequente sf.) [sec. XIII; dal greco ásthma-atos]. Forma morbosa caratterizzata dall'insorgenza, frequentemente di tipo parossistico, di una dispnea indotta dallo spasmo della muscolatura liscia dei bronchi, con conseguente riduzione del lume bronchiolare e formazione di una secrezione catarrale vischiosa che ostacola ancor più il respiro ed è importante concausa nel tipico sibilo dell'affannoso respiro asmatico.

Medicina: descrizione generale

In relazione ai diversi momenti eziopatogenetici si distinguono tre forme di asma: A) allergico (o bronchiale vero), determinato da una sensibilizzazione che si può verificare dopo l'introduzione per via inalatoria o anche alimentare di allergeni (vedi allergia) di vario tipo (pollini, spore, piume, polvere di casa, ecc.). L'associazione fra allergene e particolari anticorpi detti IgE adesi alla membrana dei mastociti provoca la degranulazione di questi ultimi e la liberazione di numerose sostanze, tra cui istamina, serotonina, leucotrieni e altri mediatori dell'infiammazione responsabili della comparsa dell'accesso asmatico. B) non allergico: comprende tutti i casi in cui non è dimostrabile una patogenesi immunologica (reazione antigene-anticorpo). Alla base di queste forme esisterebbe un'aumentata reattività bronchiale, in parte trasmessa ereditariamente, in parte acquisita, in grado di rendere la mucosa dei bronchi ipersensibile nei confronti di vari stimoli. Questi ultimi possono essere i più vari: infezioni, batteriche e virali (tipico è l'asma che colpisce i soggetti affetti da bronchite), agenti fisici (variazioni di clima o di temperatura), agenti chimici (farmaci o sostanze irritanti penetrate nell'organismo), inquinanti atmosferici, polveri sottili, esercizio fisico, stimoli emotivi (ansia, stress). C) cardiaco, dispnea parossistica abbastanza tipica nei casi di insufficienza ventricolare sinistra; in questo caso risultano prevalenti i fattori emodinamici responsabili dell'insorgenza di una stasi circolatoria nel territorio polmonare, con successiva congestione della mucosa bronchiale e comparsa di edema.

Medicina: sintomatologia

La sintomatologia dell'asma è assai varia ed è soprattutto caratterizzata dall'accesso asmatico che può durare da pochi minuti a diverse ore, lasciando il paziente completamente asintomatico nei periodi interaccessuali. Le crisi compaiono soprattutto durante le ore notturne: il paziente ha la sensazione di una grave mancanza d'aria (fame d'aria), non può rimanere coricato, ma deve mettersi a sedere o in posizione verticale, l'inspirazione profonda diviene penosa e sibilante e il soggetto, in preda a ipossia, cerca di aiutare il respiro con l'appoggio forzato sugli arti superiori per meglio sfruttare i muscoli respiratori secondari. Si hanno cianosi, torace espanso in posizione inspiratoria, tosse inizialmente secca e nella fase finale produttiva (fase secretoria) con comparsa di un escreato denso. Particolarmente grave è la comparsa di una forma di asma, detta stato di male asmatico, per il verificarsi di accessi continui che si susseguono più o meno senza interruzione a brevi intervalli e che possono mettere in pericolo la vita del paziente per la gravità dell'insufficienza respiratoria che determinano. Dal punto di vista anatomopatologico sono rilevabili, oltre all'ispessimento della parete dei bronchioli e dei bronchi medi, un rigonfiamento della mucosa bronchiale, un abbondante secreto mucoso che ottura il lume bronchiolare, e numerose cellule eosinofile nello strato connettivale della sottomucosa. Nei polmoni sono evidenti alterazioni enfisematose di varia gravità.

Medicina: diagnosi e terapia

Per le sue tipiche caratteristiche, l'asma è una malattia facile da diagnosticare; ciò che è importante è l'individuazione del fattore scatenante, che è possibile, nelle forme tipicamente allergiche, tramite le prove di cutireazione a vari allergeni, capaci di evidenziare l'ipersensibilità del soggetto nei confronti di uno di essi (metodo RIA). La terapia segue due direttive: una specifica, che consiste nell'immunoterapia specifica (desensibilizzazione attuata iniettando sottocute dosi progressivamente crescenti dell'allergene responsabile), e una aspecifica, comprendente farmaci stabilizzanti la membrana dei mastociti (cromoglicato disodico), broncodilatatori (simpaticomimetici, teofillina) e farmaci bloccanti l'infiammazione (corticosteroidi). In ogni caso è ovviamente indispensabile, quando possibile, l'eliminazione dell'allergene in causa.

Bibliografia

P. Nouilham, G. Dutau, Il bambino asmatico, Roma, 1984; G. Patriarca, Asma bronchiale allergica, Milano, 1985; E. Sartorelli, A. Innocenti, Asma bronchiale professionale, Milano, 1988.