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progesteróne

sm. [sec. XX; da pro-1+gest(azione)+(st)er(oide)+-one1]. Ormone steroideo a 21 atomi di carbonio che si forma nelle gonadi e in altri organi dei Mammiferi a partire dal colesterolo in due forme isomere interconvertibili, dotate di uguale attività biologica. Il progesterone è un intermediario di grande importanza per la biosintesi di altri ormoni steroidei, quali il testosterone e gli estrogeni, e viene sintetizzato da tutte le cellule che producono ordinariamente i suddetti ormoni: la corteccia surrenale, le cellule di Leydig del testicolo, il follicolo e il corpo luteo dell'ovaio. Tuttavia il progesterone viene messo in circolo in quantità sufficienti a esercitare i suoi effetti biologici soltanto dal corpo luteo e, in un secondo tempo, dalla placenta, e si trova in circolo solo nella seconda fase del ciclo mestruale.

Nello stato gravidico la secrezione di progesterone continua per diversi mesi e, in alcune specie animali, per tutta la durata della gravidanza; nel sangue esso si trova solo in minime quantità, poiché viene rapidamente inattivato nel fegato mediante coniugazione con acido glucuronico e acido solforico; sotto forma di metaboliti coniugati viene escreto con le urine. Analogamente agli estrogeni, il progesterone viene dosato in Unità Internazionali o in mg (1 mg di progesterone cristallino corrisponde a 1 U.I.). L'ormone agisce sulla mucosa uterina, già preparata dagli estrogeni, rendendola ipertrofica e capace di accogliere l'uovo fecondato; favorisce l'irrorazione dell'endometrio, provoca modificazioni dell'epitelio vaginale e interviene almeno in parte nello sviluppo dell'apparato secretorio delle ghiandole mammarie durante la gravidanza. Inoltre agisce sui caratteri sessuali secondari femminili e, a concentrazioni elevate, sull'ipofisi, inibendo la secrezione degli ormoni luteostimolante e luteotropo e, di conseguenza, provocando il blocco dell'ovulazione; quest'ultima azione del progesterone viene sfruttata in molti derivati sintetici (progestinici), che da soli o associati agli estrogeni trovano impiego come anticoncezionali.

J. Tapperman, Fisiologia metabolica ed endocrina, Roma, 1969; M. H. Briggs, Advances in Steroid Biochemistry, New York, 1970-73; L. S. Goodman, A. Gilman, The Pharmacological Basis of Therapeutics, New York, 1975; A. Boninsegna, Compendio di biochimica, Padova, 1986.