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rósso

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Lessico

agg. e sm. [sec. XIV; latino russus].

1) Agg., del colore del sangue vivo: vernice rossa; fragole rosse. Per estensione, fulvo, rossiccio: capelli rossi. Nelle loc.: esser bianco e rosso, avere un colorito sano; avere gli occhi rossi, per commozione o per ira. In particolare: le Camicie Rosse, i garibaldini; bandiera rossa, dei partiti socialista e comunista; Cina rossa, la Repubblica Popolare Cinese.

2) Con accezioni specifiche: A) in metallurgia, al calor rosso o al rosso, di un materiale metallico quando ha raggiunto una temperatura tale (per esempio >600 ºC) da emettere una radiazione visibile di questo colore. B) In enologia, vini rossi, quelli che hanno una gamma di colore dal rosso chiaro al rosso granato, al porpora al violaceo-bluastro. Si ottengono normalmente attraverso un processo di vinificazione con macerazione fermentando mosto e vinacce insieme per alcuni giorni. Le varietà di vini rossi sono tantissime con ampia possibilità di abbinamento ai cibi: particolarmente apprezzati su arrosti, cacciagione e selvaggina i grandi rossi piemontesi (barolo, barbaresco, gattinara, ecc.), i rossi toscani (chianti, brunello di Montalcino, nobile di Montepulciano) e calabresi (Cirò); sui bolliti, dolcetto, freisa, sangiovese; su salumi, zampone, cotechino si adatta bene il lambrusco. C) Nel linguaggio bancario, andare, essere in rosso, la situazione del cliente che supera mediante prelevamenti le somme disponibili (quelle versate più il fido concesso). Gli assegni emessi, di conseguenza, risulteranno scoperti. D) Luce rossa, il segnale solitamente posto all'esterno dei locali cinematografici in cui si proiettano film di contenuto pornografico. Per estensione, riferito in genere ad attività o manifestazioni di carattere pornografico: spettacolo, rivista a luci rosse.

3) Sm., il colore corrispondente alle lunghezze d'onda comprese tra 6400 e 7000 Å; è il colore dello spettro visibile al quale corrisponde la massima lunghezza d'onda: rosso scarlatto; rosso brillante. Nella loc., veder rosso, essere preso dall'ira, dal furore (come il toro quando il torero gli sventola innanzi uno straccio rosso).

4) Sostanza che serve per colorarne altre di rosso: rosso per labbra. Anche la sostanza rossa di qualche cosa: il rosso dell'uovo, il tuorlo.

5) In petrografia, nome dato a più varietà di marmi: rosso di Verona; rosso di Levanto. § In araldica, il colore rosso, simbolo di audacia, valore, fortezza, viene rappresentato graficamente con un tratteggio verticale.

Industria chimica

I pigmenti, i coloranti e le lacche di colore rosso, utilizzati per la preparazione di pitture, inchiostri, ecc., hanno natura diversa: minerale, vegetale, animale, ecc. Tra i pigmenti minerali risaltano gli ossidi di ferro ottenuti per via naturale da ematiti, limoniti e sideriti, semplicemente depurati dalla ganga (le famose terre di Siena provenienti da una limonite gialla per calcinazione) e l'ossido di ferro artificiale ottenuto a partire da solfato ferroso eptaidrato per trattamento con soda; l'idrato ferrico risultante è poi calcinato a ossido di ferro. Tra i derivati del piombo molto noto è il minio, impiegato come antiruggine; tra i derivati del cadmio va citato il solfoseleniuro e tra quelli del rame l'ossido rameoso Cu₂O, ottenuto per pirometallurgia. I coloranti rossi di origine vegetale e animale vengono estratti dai licheni denominati oricello e dalle cocciniglie (carminio) e sono utilizzati per la colorazione di alimenti, preparati cosmetici, ecc. Tra i coloranti organici, molto numerosi, si ricordano in particolare il rosso alizarina, i rossi di toluidina e i coloranti azoici derivati da β-fenolo.

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