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ripopolaménto

sm. [da ripopolare]. Insieme degli interventi mediante i quali si reintroducono, salvandole dall'estinzione, specie viventi entro un territorio dal quale sono scomparse o quasi. § Distruzioni e manomissioni di ambienti naturali e biocenosi per opera umana diretta (diboscamento, caccia, pesca) o indiretta (urbanesimo, industrializzazione, inquinamento) sono ancora frequenti nonostante la maggior coscienza ecologica maturata dall'inizio degli anni Settanta del sec. XX. Ciò pone, spesso in modo drammatico, il problema del ripopolamento che è sempre più connesso con quello della tutela dell'ambiente e delle biocenosi minacciate. In alcuni casi il ripopolamento ha scopi finalistici: cioè si provvede ad allevare in centri appositi animali richiesti per la caccia e la pesca, per poi lasciarli liberi nelle riserve di caccia, nei corsi d'acqua e in tutte le zone da dove la fauna tradizionale è scomparsa o quasi estinta. Molto più impegnativo e con finalità più generali è il ripopolamento che si prefigge, dove è possibile, di ripristinare gli equilibri ecologici alterati dall'uomo: tali sono il rimboschimento e la bonifica di corsi d'acqua e bacini lacustri insieme con la ricostituzione del patrimonio faunistico originale o, per lo meno, adatto all'ambiente. Quest'opera, se attuata con l'ausilio di apposite leggi protettive, può consentire, in un tempo relativamente breve, lo stabilirsi di un nuovo ordine ecologico, con tutti i benefici per la collettività che ciò comporta: basti pensare alla bonifica del bacino del Tamigi. Allo stato attuale, il ripopolamento è possibile per poche zone protette rappresentate dai parchi nazionali e dalle riserve naturali: l'istituzione di zone, nell'ambito di un territorio, vincolate dal punto di vista dell'ambiente permetterà nel futuro l'attuazione di un ripopolamento razionalizzato. Infatti, per un ripopolamento efficace, occorre innanzi tutto uno studio minuzioso e approfondito sul ciclo biologico e sul comportamento delle specie di cui si vuole tutelare e incoraggiare la sopravvivenza; in tal modo si possono conoscere (o per lo meno prevedere) i problemi relativi alle loro esigenze, una volta reintrodotte nei loro ambienti naturali o in altri strettamente affini. Fra l'altro va ricordato che non di rado alcuni animali hanno potuto essere salvati in tempo da una scomparsa sicura grazie al loro tempestivo allevamento transitoriamente in cattività e, in seguito, al loro rilascio in riserve naturali. Così, da pochi superstiti, sparsi in zoo e parchi di tutto il mondo, del bisonte europeo, quasi estinto alla fine del secolo scorso, si poterono ricostituire numerose mandrie per merito di scienziati ed enti protezionistici. I ruminanti furono liberati e reintrodotti in seguito allo stato selvatico in ambienti naturali (per esempio, nella foresta di Białowieska, in Polonia). Allo stesso modo l'oca delle Hawaii (Nesochen sandvicensis), pressoché scomparsa dalle isole originarie, vi è stata reintrodotta, grazie a ripopolamenti continui, in oasi di rifugio, di esemplari allevati appositamente in centri avicoli inglesi specializzati.

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