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sinovìte

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Patologia

sf. [sec. XIX; da sinovia+ -ite]. Infiammazione di una membrana sinoviale che successivamente si può estendere ai legamenti, alle cartilagini, alla sostanza ossea sottocartilaginea, trasformandosi in un'artrosinovite. Le forme acute sono quasi tutte dovute a fattori infettivi e solo in piccola parte a traumi; fra quelle croniche invece, accanto a tipi di natura parassitaria specifica abbastanza frequenti, si devono annoverare alcune varietà legate per genesi a particolari condizioni distrofiche, ossia ad alterazioni del nutrimento della cartilagine, e a disturbi del ricambio materiale. Le sinoviti acute sono generalmente di tipo essudativo: l'essudato, che può essere sieroso, sierofibrinoso o purulento, infiltra lo spessore della membrana sinoviale e si raccoglie entro la cavità articolare, mescolandosi con la sinovia; possono essere causate dalla penetrazione di corpi estranei nella cavità articolare (sinoviti primitive) o a malattie infettive (sinoviti secondarie) quali le setticopiemie, la scarlattina, il tifo addominale, l'eresipela flemmonosa, la meningite cerebrospinale, la blenorragia ecc. Nell'essudato e nello spessore dei componenti articolari infiltrati si riscontrano, di solito, i batteri patogeni responsabili della malattia primaria. Fra le sinoviti croniche sono particolarmente importanti quelle specifiche, tubercolari e sifilitiche e l'artrosinovite urica determinata dalla deposizione di sali urici nella membrana sinoviale durante un attacco di gotta. La sintomatologia clinica delle sinoviti è caratterizzata da dolore, tumefazione fluttuante, limitazione o impossibilità di compiere movimenti dell'articolazione interessata. La cura dovrà essere causale.

Veterinaria

Processo infiammatorio sostenuto da agenti meccanici, microbiologici o virali che colpisce polli, tacchini e fagiani. Può avere un andamento acuto o cronico. Si manifesta dapprima con ritardo della crescita e zoppia e successivamente con aumento di volume delle articolazioni femoro-tibiali, tibio-metatarsiche, dei cuscinetti plantari e della borsa sinoviale dello sterno. La profilassi può essere effettuata mediante vaccino.