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tifo

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Lessico

sm. [sec. XIX; dal greco typhos, caligine].

1) Nome di alcune forme morbose sostenute da diversi agenti patogeni (Salmonella typhi, Rickettsie).

2) Fig. familiare, passione esaltata, entusiasmo fanatico per uno sport, una squadra, un atleta e sim.: fare il tifo per qualcuno, sostenerlo incondizionatamente, fanaticamente.

Patologia: tifo addominale

Il addominale, detto anche ileotifo o febbre tifoide, è una malattia infettiva, dovuta alla Salmonella typhi. I bacilli del tifo penetrano nell'organismo con gli alimenti inquinanti, si diffondono per via linfatica per poi passare nel circolo sanguigno, localizzandosi in breve nei follicoli linfatici dell'intestino (placche del Peyer). Dopo un periodo di incubazione di 7-10 giorni insorgono sintomi prodromici, quali cefalea, dolori muscolari, astenia, seguiti da febbre con valori spesso elevati, meteorismo, stipsi ostinata, torpore psichico, confusione mentale. Il decorso si può suddividere in quattro settenari (settimane): nel primo i bacilli sono reperibili nel sangue circolante, nella milza, nel fegato, nelle linfoghiandole e nel midollo osseo; nei successivi si trovano nelle feci; infatti all'episodio setticemico iniziale della malattia fa seguito l'enterite tifosa, tipica manifestazione anatomica dell'ileotifo. Le alterazioni intestinali passano anch'esse attraverso quattro stadi: nel primo stadio (della tumefazione) le placche e i follicoli linfatici solitari risultano edematosi con punteggiature emorragiche; nel secondo stadio (della necrosi) si forma una necrosi superficiale in forma di escara; nel terzo stadio (dell'ulcera) l'escara, per i fenomeni dinamici intestinali e per i processi di demarcazione che si formano alla sua base, si distacca lasciando un'ulcera a stampo, che comporta gravi pericoli per l'eventuale apertura di vasi sanguigni con emorragie e per la perforazione della parete con peritonite acuta generalizzata; nel quarto stadio (della guarigione) l'ulcera viene colmata da connettivo e ricoperta da epitelio intestinale rigenerato. La diagnosi si effettua mediante indagini di laboratorio: emocoltura nella prima settimana, sierodiagnosi di Widal nella seconda e successive. La terapia si basa su antibiotici e cortisonici.

Patologia: tifo da Rickettsie

Il epidemico, detto anche tifo petecchiale, è una malattia infettiva acuta provocata dalla Rickettsia prowazeki, contenuta nel materiale fecale del pidocchio, che penetra nella cute attraverso piccole ferite determinate da grattamento o da punture. Dalla cute il virus penetra nel circolo sanguigno. Si manifesta con febbre, che perdura elevata per circa due settimane, esantema emorragico, stato stuporoso, prostrando l'individuo che ne è affetto. Per la terapia si impiegano antibiotici; la profilassi prevede la lotta agli insetti vettori, l'adozione di migliori condizioni igieniche, la vaccinazione contro la rickettsiosi. § Il murino è una malattia diffusa in tutto il mondo ma soprattutto nei Paesi tropicali e subtropicali, viene trasmessa all'uomo dal contatto con i ratti o attraverso pulci di ratto infette. Il germe responsabile è Rickettsia typhi (R. mooseri) e il quadro clinico è quello tipico del tifo, con febbre alta, obnubilamento del sensorio, esantema petecchiale. In aggiunta si possono avere disturbi all'apparato digerente e compromissione renale. La prognosi è generalmente favorevole e la terapia è antibiotica. § Il fluviale è provocato da Rickettsia tsutsugamushi, soprattutto in India e in Estremo Oriente. Trasmessa all'uomo dal morso di un vettore (acaro) parassita di topi e di altri piccoli roditori, questa malattia si esprime clinicamente con febbre, esantema e disturbi del sistema nervoso (delirio, sonnolenza). La prognosi è favorevole se viene istituito un corretto trattamento antibiotico.