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gótta

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Lessico

sf. [sec. XIV; latino gutta, goccia, perché si riteneva che la malattia fosse dovuta a gocce degli umori del corpo, secrete in modo anormale].

1) Artrite acuta ricorrente che interessa soprattutto le articolazioni degli arti dovuta a deposito a livello delle articolazioni di cristalli di urato monosodico. È detta anche artropatia uratica, artrite gottosa o poliartrite uricemica.

2) Fig.: avere la gotta alle mani, essere avaro; avere la gotta, essere lento, indugiare.

Patologia: forma acuta e cronica

La gotta insorge di solito all'età di 40-60 anni, con prevalenza nei maschi e, generalmente si associa a iperuricemia. Non tutti i pazienti iperuricemici, tuttavia, manifestano la patologia gottosa. Il fattore che determina l'evento patologico sembra essere l'iposolubilità dell'acido urico e dei suoi sali nei liquidi biologici. L'attacco acuto di gotta è dovuto a una reazione infiammatoria determinata dal depositarsi di cristalli insolubili di urato monosodico a livello delle articolazioni, dei tendini e dei reni. L'accrescimento dei cristalli porta alla formazione dei tofi gottosi responsabili dell'erosione articolare e dell'inabilità permanente. A livello renale la presenza di aumentati livelli di acido urico è responsabile di un abbassamento del pH urinario per acidificazione, che facilita la formazione di calcoli. Circa il 5% dei soggetti con gotta sviluppa una calcolosi urinaria uratica con danno renale. La malattia ha una patogenesi dismetabolica, che può essere acquisita o geneticamente determinata. Più frequentemente è presente un'eccessiva sintesi di purina, più raramente una ridotta escrezione urinaria di acido urico. Per quanto riguarda il decorso si distinguono una forma acuta e una cronica. La gotta acuta, o accesso gottoso, insorge bruscamente come un'artrite acuta, mono od oligoarticolare, spesso di notte, con febbre modesta (più raramente elevata), con rossore e tumefazione locali, cute lucida, dolore lancinante. Le articolazioni più colpite sono: la metatarso-falangea dell'alluce (podagra), il ginocchio (gonagra), il polso (chiragra). La remissione avviene dopo 5-10 giorni, ma le recidive sono frequenti, di durata progressivamente crescente, favorite da disordini dietetici, traumatismi, affaticamento eccessivo. Gli intervalli fra gli accessi all'inizio risultano liberi, poi con una sintomatologia residua e infine, dopo 10-20 anni, si può verificare il viraggio alla gotta cronica. Quest'ultima può anche insorgere come tale, ed è caratterizzata da cospicue alterazioni articolari, quali deformazioni per anchilosi totale o parziale, sublussazioni e lussazioni di grosse articolazioni. Le localizzazioni più frequenti sono le articolazioni interfalangee e metacarpo-falangee, il polso, il ginocchio, il gomito, dove si notano tumefazioni da accumulo di urati, raramente dolenti se sono sede di accesso gottoso, duri, siti nel sottocutaneo, con possibile rottura della cute ed emissione di materiale caseoso ricco di urati; ne consegue una grave compromissione funzionale. Sia la gotta acuta sia quella cronica possono essere complicate da manifestazioni extrarticolari (gotta extra-articolare) e viscerali (gotta viscerale) con diarrea, coliche addominali, disturbi oculari (episclerite, coroidite, uveite, congiuntivite), flebitici (periflebite), cutanei (eczemi, prurito, orticaria), renali (calcolosi e imponenti lesioni che costituiscono il quadro del rene gottoso, che di rado e solo tardivamente può sfociare nell'insufficienza renale). Talora la gotta può essere associata a malattie proliferative ematopoietiche, all'ipertensione, all'obesità, a malattie renali, al mixedema, a patologie delle paratiroidi oppure può essere conseguente ad una terapia di lunga durata con diuretici.

Diagnosi

È possibile porre diagnosi con l'anamnesi e l'esame obiettivo, data la specificità dei sintomi. L'iperuricemia rafforza l'ipotesi diagnostica, ma non è specifica della gotta, perché può essere presente anche in altre condizioni. Sono invece determinanti la dimostrazione di cristalli di urato a spillo nel tessuto o nel liquido sinoviale e una pronta risposta terapeutica alla colchicina. L'esame radiologico delle articolazioni può mostrare delle lesioni a stampo nell'osso subcondrale e la presenza degli aggregati di cristalli di urato (tofi) quando diventano di diametro superiore ai 5 mm. Per quanto riguarda la prognosi, la qualità della vita può essere del tutto normale se la diagnosi è precoce e se si instaura prontamente una terapia profilattica. Le forme più gravi sono quelle che insorgono sotto i 30 anni di età. Il danno tubulare è la causa principale di insufficienza renale.

Terapia

La terapia acuta della gotta è rivolta essenzialmente ad arrestare l'attacco acuto, in genere con farmaci antinfiammatori non steroidei o colchicina. La terapia a lungo termine mira a prevenire la formazione di acido urico mediante farmaci che interferiscono nel processo della sua formazione dalle purine (per esempio l'allopurinolo). È importante sottolineare che tali farmaci per il controllo a lungo termine della gotta vanno utilizzati solo dopo la risoluzione dell'attacco acuto, perché non sono efficaci sui sintomi acuti e possono anzi prolungarli e peggiorarli. Inoltre, all'inizio del trattamento, essi possono scatenare un attacco acuto, pertanto si consiglia di associare l'assunzione di colchicina o di un antinfiammatorio per 1-3 mesi dopo la normalizzazione dell'uricemia. Sono indicati inoltre il riposo, l'assunzione di una quantità abbondante di liquidi per evitare la disidratazione e per limitare il deposito renale dei cristalli di acido urico e un'alimentazione attenta a evitare un'eccessiva introduzione di purine.