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soffióne

sm. [sec. XIV; da soffiare].

1) Ant., canna metallica forata per attizzare il fuoco soffiando. Fig., persona presuntuosa; anche istigatore; spia.

2) Altro nome del dente di leone.

3) In geologia, soffione boracifero, emissione violenta da spaccature del suolo o da perforazioni artificiali di vapor acqueo ad alta temperatura e pressione, contenente biossido di carbonio, solfuro di idrogeno, acido borico, ammoniaca, metano, idrogeno e gas rari; la temperatura è compresa tra 120 e 230 ºC, mentre la pressione può arrivare a 5-6 atmosfere nei soffioni naturali e anche a 25 per quelli ottenuti mediante trivellazione. I soffioni possono considerarsi un particolare tipo di fumarola dovuto a vaporizzazione di acque freatiche riscaldate da masse magmatiche in profondità. Classici sono i soffioni boraciferi che si manifestano in Toscana su un'area di 200 km² tra Volterra e Massa Marittima, la cui località più celebre è Larderello. Oltre che per l'estrazione dell'acido borico, i soffioni sono sfruttati per la produzione di energia elettrica nelle centrali geotermiche. Numerosi soffioni boraciferi sono noti anche in California, Alaska, Cile e Giappone.