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sordomutìsmo

sm. [sec. XX; da sordomuto]. Mutismo in soggetti che, essendo nati completamente sordi (sordomutismo congenito) o essendo diventati tali nei primi anni di vita (sordomutismo acquisito), non hanno potuto apprendere l'uso della parola. Il sordomutismo congenito è quasi sempre dovuto a eredolue, roseola, influenza, incompatibilità del fattore Rh, cretinismo, consanguineità e alcolismo dei genitori. Quello acquisito, più frequente del precedente, si instaura entro i primi 4-5 anni di vita, prima cioè che sia stato acquisito l'uso completo della parola; è dovuto a meningite, specie alla forma cerebro-spinale epidemica con frequenti lesioni a carico del nervo acustico; a otiti da scarlattina o da parotite; a lesioni labirintiche pure da lue congenita precoce o da traumi. L'esame funzionale dell'apparato uditivo dei sordomuti evidenzia una sordità assoluta nel 40% ca. dei casi e isole (o resti) uditive più o meno importanti nei rimanenti: lo studio e la localizzazione di queste isole ha grande importanza pratica, potendo essere utilizzate per l'educazione del malato con il metodo uditivo mediante protesi anziché con quello labiale. Il trattamento terapeutico del sordomutismoconsiste nella precoce rieducazione audio-fonetica in istituti specializzati.

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