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tabernàcolo

sm. [sec. XIV; dal latino tabernacŭlum, da taberna, capanna, baracca].

1) Nella Roma antica, tenda per accampamenti militari. In particolare, la tenda rituale in cui il comandante traeva gli auspici.

2) Santuario portatile dell'Israele preistorico, nell'epoca del deserto. In esso la tradizione biblica fa incontrare Mosè con Dio. Secondo il primo libro delle Cronache 21, 29-30, dopo la conquista venne collocato nel santuario di Gabaon, mentre nel primo libro di Samuele (cap. 1-4) sembra essere stato venerato nel santuario di Silo. Durante la marcia attraverso il deserto Dio parlava a Mosè nel tabernacolo dalla colonna di nubi (Esodo 33, 7-11); la tradizione sacerdotale fa del tabernacolo un archetipo del Tempio di Gerusalemme, in funzione del quale il manufatto e le sue suppellettili sono descritti (Esodo 25-27, 36-38 e 40). La tradizione più antica (documento eloistico) pone il tabernacolo fuori dell'accampamento (Esodo 33, 7 ss.), mentre Esodo 26, 1-36; 40, 1-12 (documento sacerdotale) ne fa la dimora dell'Arca.

3) Edicola chiusa, dove sono conservate le sacre specie (pane e vino consacrato) per la comunione dei fedeli e per l'adorazione. Può essere posta sull'altare o in altra parte della chiesa, purché sia nobile, sicura e inviolabile, convenientemente ornata e faciliti la preghiera personale. Per questo, nelle grandi chiese si preferisce una cappella espressamente a ciò destinata. In ogni chiesa vi deve essere un solo tabernacolo. A indicare la reale presenza di Cristo nell'eucaristia, fin dal sec. XIII, accanto al tabernacolo deve ardere perennemente una lampada viva, a olio o a cera. Il tabernacolo può essere rivestito anche di uno speciale velo, detto conopeo. In antico il sacramento si conservava nella sagrestia o in un armadio a muro accanto all'altare, talvolta anche nelle cosiddette “colombe eucaristiche” sospese al di sopra dell'altare.

4) Per estensione, edicola o nicchia con immagini sacre o reliquie, posta nelle chiese o lungo le strade.

5) A bordo delle antiche navi romane e greche, specie di tenda, sistemata talora a poppa, sotto cui si riparava il comandante. In epoca posteriore e sino al sec. XIX circa, il termine indicò quella pedana a poppa su cui il comandante dava gli ordini.

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