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vòlta (sostantivo)

sf. [sec. XIV; latino volg. volvíta, da volvĕre, volgere].

1) Non comune, atto ed effetto del voltare o del voltarsi; usato solo in alcune loc.: rispondere a volta di corriere, con il primo passaggio del corriere; mettere, mettersi in volta, in fuga; il vino ha dato la volta, è inacidito; gli ha dato di volta il cervello, è impazzito; ant.: dar volta, girarsi e rigirarsi, cambiare continuamente posizione o anche mutare direzione, tornare indietro; di astri, volgere al tramonto; della Luna, entrare nella fase calante. Per estensione, antiq., svolta: una strada piena di volta; giro, giravolta: fai fare tre volte alla chiave; dar la volta a un cavo e simile, legarlo a un palo, a un punto fisso; andare, girare in volta, fare un giro.

2) Con accezioni specifiche: A) ant., tiro, lancio di dadi. B) (Gran) volta, manovra acrobatica di un aereo che percorre una traiettoria più o meno circolare sul piano verticale. C) Nell'atletica, esercizio consistente nel ruotare con tutto il corpo intorno alla sbarra tenendosi aggrappati con le mani. D) Nel pattinaggio artistico su ghiaccio e a rotelle, una delle figure obbligatorie di scuola. E) Nell'equitazione, volta quadra, una figura delle arie basse dell'alta scuola. F) Danza provenzale in ritmo ternario, molto diffusa nei sec. XVI-XVII, derivante forse dalla gagliarda. Danzata a coppie, comprendeva varie figure, tra cui una in cui il ballerino faceva volteggiare la dama sollevandola da terra. G) La facciata del foglio stampata successivamente a quella opposta (detta bianca).

3) Per estensione, direzione verso cui uno si muove; per lo più nella loc. alla volta di, verso: ci incamminammo alla volta del paese; ant.: dare volta, prendere la volta, dirigersi in un dato senso.

4) Momento in cui tocca a qualcuno di fare qualche cosa; turno, vece: ognuno interverrà quando sarà la sua volta; a mia, tua, nostra volta, nel momento in cui tocca a me, a te, a noi; anche in contraccambio, di rimando; di volta in volta, volta per volta, al presentarsi di ogni singola occasione; per volta, alla volta, con valore distributivo: due, tre, dieci per volta; venite avanti uno alla volta; una, due, dieci volte al giorno, alla settimana e simili, per indicare la frequenza con cui un fatto si ripete entro un certo periodo; in una volta, insieme, contemporaneamente.

5) Tempo, momento, occasione, circostanza in cui avviene o può avvenire qualche cosa: è la prima volta che lo vedo; ne parleremo meglio la prossima volta; anche oggi è come le altre volte; ogni volta, sempre; un'altra volta, in un altro momento, in un'altra occasione; è la prima e l'ultima volta, per sottolineare che una certa cosa non si era mai fatta o detta prima e che non si ripeterà più; una (buona) volta, finalmente, alla fine, per esprimere con impazienza un ordine, un desiderio; una volta o l'altra, prima o poi; una volta per tutte o per sempre, in modo definitivo; altra volta, altre volte, in altre circostanze passate. In particolare: una volta, in una data circostanza passata: una volta sono andato a casa sua; per estensione, nel passato più o meno lontano: una volta certe abitudini erano molto diffuse; le cose, la gente di una volta, dei tempi trascorsi; c'era una volta, frase con cui si suole iniziare una fiaba o un racconto, specialmente alludendo a tempi molto lontani; una volta che, quando, dal momento che, poiché: una volta che hai finito, sei libero; una volta arrivati, quando fummo o saremo arrivati.

6) Preceduto da un numerale o da una determinazione quantitativa indica la ripetizione di un fatto: oggi sono uscito tre volte; è già la seconda volta che mi interrompi; molte, tante volte, spesso; poche volte, raramente; una volta tanto, solo una volta o anche ogni tanto, eccezionalmente; a volte, certe volte, delle volte, talvolta, in certi casi, non di rado; alle volte, in certi momenti, o per caso. In particolare, preceduto e seguito da un num. cardinale indica la moltiplicazione: due volte cinque fa dieci.

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