Questo sito contribuisce alla audience di

Anna Magnani, icona e regina del neorealismo: la vita e i successi

E’ stata tutti i personaggi che ha interpretato sul grande schermo. Li ha vissuti, fatti propri, impressi indelebilmente sulla pelliccola. Stiamo parlando di Anna Magnani, prima italiana al mondo a vincere l’Oscar come miglior attrice protagonista. La sua è una fisicità he non si dimentica: i capelli nerissimi, indomabili, un’innata espressività e le onnipresenti borse sotto gli occhi l’hanno resa una dei volti più caratteristici del cinema del ‘900, quello a cui ancora oggi guardiamo con intensa nostalgia.

Icona e regina del neorealismo, simbolo della rinascita del cinema italiano, Nannarella (così ci si riferiva a lei) bucava lo schermo: le sue intepretzioni arrivavano (e arrivano tuttora) al cuore e alla testa degli spettattori: pianti e corse disperate, risate fragorose e contagiose, sguardi intensie carichi di tensione. Anna Magnani era splendida sue intepretazioni superbe.

Dal teatro al cinema: il successo di Anna Magnani
Il successo e la celebrità mondiale hanno riscattato Anna Magnani da una vita difficile: abbandonata dalla madre e affidate alla cure della nonna, non conoscerà mai l’identità del padre. Nannarella studia al conservatorio per poi cominciare a frequentare la Reale Scuola di Recitazione intitolata a Eleonora Duse.

«Ho capito che non ero nata attrice. Avevo solo deciso di diventarlo nella culla, tra una lacrima di troppo e una carezza di meno. Per tutta la vita ho urlato con tutta me stessa per questa lacrima, ho implorato questa carezza»

Il palcoscenico è il suo ambiente naturale: la recitazione le scorre innata nelle vene. Eppure l’ambiente accademico le sta stretto. Anna Magnani lascia la scuola e comincia a girare l’Italia, inzialmente accontentandosi dei ruori più disparati e calcando i palci di tutta la penisola. La sua è una lunga gavetta: dal teatro, approda al cinema nel 1943 ma è solo nel 1945, grazie al talento di Rossellini, che Anna Magnani, finalmente, diventa Nannarella. E’ nato un mito. Ha quasi 40 anni e, con Roma città Aperta, l’attrice diventa icona del cinema neorealista. La celebrità e il riconoscimento della critica, finalmente, arrivano. La pellicola di Rossellini rimane impressa nell’immaginario collettivo e la famosa sequenza che vede la Magnani protagonista diventerà una delle più celebri del cinema italiano e internazionale: la corsa disperata di Sora Pina (il personaggio intepretato dalla Magnani) dietro al camion su cui è prigioniero il marito, uno sparo, il silenzio, e sora Pina che cade a terra inerme, senza vita. Una scena straziante e piena di pathos che Ascanio Celestini ha commentato così: «Lei muore prima di toccare a terra, mentre sta volando, leggera ed elegante, spinta da una forza quasi inarrestabile, ad afferrare in volo la mano del suo uomo per trarlo via, unico e solo, da quella massa di derelitti». Sofferenza, distruzione, rinascita e voglia di riscatto. Anna Magnani, dopo Roma città aperta, diventa il volto dell’Italia che torna a sognare, il simbolo di un cinema che torna a conquistare il mondo.

Anna Magnani: una donna da Oscar
Dopo Roma città aperta Anna Magnani è acclamata da pubblico e critica. Comincia a lavorare con i più grandi registi del suo tempo: tra le pellicole più famose ricordiamo L’onorevole Angelina con Luigi Zampa, Bellissima di Luchino Visconti e L’amore di Rossellini.

E dopo il lavoro in Italia, arriva il lavoro all’estero: Nannarella vede spalancate di fronte a lei le scintillanti porte di Hollywood. Tennessee Williams, scrittore e scenggiatore, scrive un ruolo su misura per lei: un personaggio capace di esaltare tutte le doti di Anna Magnani. Prima pièce teatrale e poi film, stiamo parlando de “La rosa tatuata”, pelliccola con cui Anna Magnani vince l’Oscar come miglior attrice protagonista, prima italiana nel mondo.

E da quell’Oscar sono passati tanti anni. Nel frattempo Nannarella ci ha lasciati, stroncata da un tumore al pancreas: Anna Magnani muore il 26 settembre 1973. Eppure il suo ricordo è ancora oggi vivissimo. Amata e osannata, Anna Magnani è l’anti-diva indimenticata del cinema di qualità. Vogliamo ricordarla con le parole con cui Eduardo De Filippo l’ha salutata per l’ultima volta: . «Confusi con la pioggia / sul selciato / sono caduti / gli occhi che vedevano / gli occhi di Nannarella / che seguivano / le camminate lente / sfiduciate / ogni passo perduto / della povera gente. / Tutti i selciati di Roma / hanno strillato. / Le pietre del mondo / li hanno uditi».

Serena Fogli

Foto Flickr

27/06/2018