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L'arte del '600 e del '700

In sintesi

Il manierismoMovimento stilistico italiano ed europeo sviluppatosi tra il 1520 ca e la fine del Cinquecento, è caratterizzato da un antinaturalismo lontano dalla razionalità rinascimentale e dall'equilibrio armonico classicista. Il termine viene dalla critica seicentesca caricato di un significato negativo per indicare inerzia creativa, artificiosità, virtuosismo tecnico non sostenuto dall'ispirazione. I primi due centri di elaborazione del manierismo sono Firenze e Roma. In Italia e in Europa si afferma come lo stile delle corti, arte colta, aristocratica, basata su iconografie preziose e allegorie complicate. Un ultimo guizzo di autentica forza lo esprime in Spagna la pittura di El Greco.
Il manierismo a FirenzeTra i primi centri di elaborazione del manierismo è Firenze dove nei primi decenni del '500 operano Andrea del Sarto (1486-1530) portatore di un misurato e dolce classicismo, Rosso Fiorentino (1495-1540) il quale dà un contributo fondamentale al momento più ricco e inquietante del manierismo fiorentino; il Pontormo (1494-1556) che caratterizza le sue opere con segni nervosi e vibranti. Nei decenni successivi sono attivi Agnolo Bronzino (1503-72) noto per i ritratti per conto dei Medici; Benvenuto Cellini (1500-71), scultore, orafo e scrittore, e il Giambologna (1529-1608) che giunto a Firenze nel 1550 rappresenta le tendenze intellettualistiche del tardo manierismo fiorentino.
Il manierismo a Roma e la sua diasporaEsponenti emblematici del manierismo a Roma sono alcuni allievi di Raffaello come Giulio Romano (1499-1546), che partecipa a numerose opere del maestro e dà un importante contributo in campo architettonico soprattutto durante il soggiorno mantovano. Parmigianino (1503-40) giunge a Roma nel 1524 e caratterizza la sua opera con un antinaturalismo tutto intellettuale, basato su forme ovali, allungate. Altre figure significative del manierismo romano sono Perin de Vaga, Federico Barocci e Daniele da Volterra. Il sacco di Roma (1527) provoca la diaspora degli artisti, verso l'Italia settentrionale.
Il manierismo a Venezia e nel Veneto

Nell'ambito veneziano, dopo la morte di Giorgione (1510), l'indiscusso protagonista della pittura è Tiziano, ma tra il 1540-60 giunge anche nel Veneto il manierismo, il cui anticipatore in pittura è il Pordenone (1483-1539). Una stagione di splendore artistico annovera in pittura il Tiziano maturo, Veronese (1528-88), Tintoretto (1518-94) e Bassano (1510-92); in architettura Palladio (1508-80), Sansovino (1486-1570) e Sanmicheli (1485-1559).

 

Il manierismo in Lombardia

I principali artefici delle tendenze manieristiche sono artisti come il Savoldo (1480/85-1548 ca) e Moretto da Brescia (ca 1498-1554). Caso particolare è invece l'Arcimboldi 1527-93) le cui più importanti opere, con figure formate da frutta, fiori e animali, mostrano il più esasperato, fantastico e dissacrante manierismo.

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