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La filosofia rinascimentale

Giordano Bruno

Giordano Bruno (Nola in Campania 1548 - Roma 1600) diventa frate domenicano, ma nel 1576 smette l'abito e insegna come filosofo in vari paesi europei.

Le opere (De umbris idearum, L'ombra delle idee; De immenso et innumerabilibus, L'immenso e gli innumerabili; De l'infinito universo et mondi) documentano i suoi molteplici interessi: per la filosofia e la teologia; per le dottrine scientifiche e matematiche; per l'arte della memoria, concepita come tecnica di apprendimento; per la magia, intesa come tecnica di dominio della natura e dei rapporti umani. Nel 1592 viene incarcerato a Venezia e inquisito per eresia; è quindi trasferito a Roma, dove rifiuta di abiurare e viene arso vivo a Campo de' Fiori in seguito alla condanna dell'Inquisizione romana.

Filosofia dell'infinito

Bruno celebra la capacità dell'uomo di riconoscere la verità divina, la cui definizione perfetta richiede il concetto d'infinità. In questa verità divina la possibilità illimitata di comunicazione tra uomini tende a coincidere con la trasformazione infinita della natura e delle cose e insieme con la stabilità eterna, l'essere "infinitamente infinito" e l'indefinibilità di Dio. La filosofia indica l'unità originaria del pensiero divino col termine "monade delle monadi" (somma unità) ed esprime l'infinità divina come apertura e disponibilità all'accordo "armonioso", cioè vero, delle conoscenze umane. La filosofia dell'infinità prepara l'animo del perfetto sapiente alla trasformazione infinita della realtà, grazie all'azione magica che lega i fatti particolari alle leggi universali dell'uno infinito. Bruno descrive con l'attributo "uno infinito" sia Dio, sia la realtà naturale che coinvolge l'uomo, le cose e i mondi astronomici.

Filosofia della civiltà

Con la commedia Il Candelaio Bruno avvia una riflessione generale sulla civiltà umana. Come ciascun mondo nell'universo è centro e circonferenza, così per similitudine ogni uomo è strumento di un unico infinito che lo condiziona, ma che è a sua volta condizionato dalla realizzazione all'infinito di ciascuna potenzialità umana. L'uomo cosciente di ciò realizza con successo le sue capacità infinite nella creazione artistica, o nell'azione finalizzata al bene comune. Nell'idea di civiltà umana guidata da Dio, sono infiniti anche i possibili sviluppi di ciascun uomo verso una rinnovata convivenza pacifica ed è "infinitamente infinito" il bene che l'uomo può raggiungere imitando nel mondo le operazioni di Dio nella natura.

Riepilogando

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