Il romanticismo

Per una definizione del romanticismo

“Romanticismo” fu il movimento culturale sorto e diffusosi in Europa tra la fine del sec. XVIII e i primi decenni del XIX, ma il termine, oltre a quella corrente letteraria e di pensiero storicamente definita, designa una generica categoria spirituale o ideale, un modo di comportamento, uno stile estetico o psicologico.

“Romanticismo” deriva dall'aggettivo “romantico”, documentato in Inghilterra (romantic) a partire dal 1675 con il significato, perlopiù negativo, di romanzesco, fantasioso, irreale; significato derivante a sua volta dalla parola romance, che designa in inglese il carattere avventuroso del romanzo medievale e il poema cavalleresco italiano. Sul continente il termine compare nel sec. XVIII con significato alquanto diverso: esso è utilizzato al posto dell'aggettivo “pittoresco”, per esempio, da Rousseau (romantique) e in Germania (romantisch) nel Werther (1774) di Goethe. È però J.G. Herder che usa per primo il termine a designare la poesia “moderna” in genere popolare e sentimentale, a partire dall'età del gotico e del Medioevo, in contrapposizione alla poesia “antica”, cioè classica. Da allora il termine ebbe una lunga vita e applicazioni sempre più ampie e complesse, sicché è ancora viva tra gli storici la discussione relativa a una precisa definizione del movimento romantico, delle sue origini, dei suoi sviluppi, della sua legittima estensione concettuale, geografica e temporale. In linea generale si parla di un protoromanticismo, del romanticismo delle scuole di Jena, di Berlino, di Heidelberg e di Monaco, e anche di un postromanticismo, di un tardo romanticismo o di un romanticismo decadente, intendendo la perdurante presenza di tesi o di atteggiamenti di ispirazione romantica.