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Èros (religione)

(greco Érōs), dio Amore nella religione greca. Ai differenti aspetti dell'amore nella cultura greca rispondevano le sue diverse genealogie mitiche: figlio di Afrodite ed Ermete (quasi un Ermafrodito), o di Afrodite e Ares detto talvolta Antéros, quasi un anti-Amore), o di Artemide ed Ermete. In quanto principio cosmogonico, ossia come forza primordiale della natura capace di far combinare tra loro i vari elementi creando così le diverse forme della realtà, Eros era concepito come un essere primigenio non procreato da alcuno ma scaturito dal Caos o dall'Uovo cosmogonico. Corrisponde al romano Cupido. § Eros fu un soggetto frequente nell'arte greca arcaica e classica, raffigurato come un bel fanciullo o giovinetto, quasi sempre alato, spesso assieme ad Afrodite e, nelle figurazioni più antiche (sec. VI a. C.), a Imero; più tardi comparve altresì il tipo armato di arco e faretra. Celebri statue di Eros furono eseguite da Prassitele per i santuari di Tespie e di Parion, da Scopa e da Lisippo. In età ellenistica e romana Eros venne rappresentato come un paffuto fanciullino alato, assumendo il carattere decorativo e scherzoso dell'Eros putto (erote o amorino) e comparendo spesso in più raffigurazioni in una stessa scena: su un aryballos tarantino del 400 a. C. ca. Afrodite è circondata da sette eroti in diversi atteggiamenti. Gli Eros putti vennero frequentemente rappresentati in decorazioni architettoniche, rilievi, pitture, mosaici, ceramiche, su gemme e oreficerie. Schiere di amorini ispirati a essi sono un motivo caratteristico dell'arte rinascimentale italiana e compaiono frequentemente in quella neoclassica.