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Òrta di Atèlla

comune in provincia di Caserta (15 km), 36 m s.m., 10,69 km², 13.070 ab. (ortesi), patrono: san Massimo (15 gennaio).

Cittadina della Terra di Lavoro, alla sinistra del fiume Volturno. L'antica Atella fu uno dei più importanti centri sanniti della Campania. Nel sec. IV a. C. ottenne la cittadinanza romana ma senza diritto di voto. Nel 216 a. C. fu severamente punita per aver appoggiato Annibale. Ripopolata da nocerini, divenne nel sec. I a. C. uno dei centri più importanti della regione. Devastata nella guerra gotica (537), fu sede vescovile fino al sec. XI e nel XII venne abbandonata a causa dell'impaludamento. L'attuale centro sorse e si sviluppò come casale di Aversa. Nel 1943 subì una feroce rappresaglia nazista. § Il convento di San Francesco, del sec. XVI ma più volte rifatto, specie nel Settecento, conserva un bel chiostro. A SW dell'abitato sono le rovine dell'antica Atella. § All'agricoltura (cereali, ortaggi e tabacco) si affianca l'allevamento bovino e bufalino, con produzione di latte. Sono presenti numerose aziende artigianali, attive soprattutto nei settori calzaturiero e dell'abbigliamento.§ Vi nacque il pittore Massimo Stanzione (1585-1658).

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