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Actinomicèti o Attinomicèti

sm. pl. [actino-+greco mýkēs-ētos, fungo]. Nome generico con cui si comprendono gli Schizomiceti appartenenti all'ordine Actinomicetali, famiglia Micobatteriacee e Actinomicetacee. Batteri generalmente immobili e assai polimorfi, sono contraddistinti da un tallo vegetativo ad aspetto micelioide, in forma cioè di filamento, ovvero ad aspetto bastonciniforme con tendenza però a ramificarsi: per questo furono per molto tempo considerati un ordine a sé stante di funghi microscopici. Alcuni sembrano riprodursi frammentando il corpo filamentoso, più o meno specializzato, in piccoli segmenti o formazioni granulari che hanno funzione di spore (artroconidi). Questi organismi si trovano nell'aria, nelle acque dolci e marine e nel terreno, dove sono particolarmente abbondanti. La maggior parte delle specie è parassita e patogena per l'uomo, gli animali a sangue freddo e caldo, i vegetali: vi si annoverano infatti i batteri della difterite, della tubercolosi, della lebbra; i batteri della morva dei cavalli, della tubercolosi dei bovini e dei volatili; il micobatterio responsabile di tumori in pesci, rane, serpenti e gli agenti del cancro del pomodoro, del marciume anulare dei tuberi di patata. Particolare interesse medico rivestono gli agenti di malattie che vengono definite genericamente come actinomicosi. Alcune specie di Actinomiceti producono vitamine, tra cui la vitamina B₁₂, e antibiotici; la maggior importanza degli Actinomiceti sta forse però nella loro capacità di trasformare i detriti organici in humus mediante vari enzimi (amilasi, proteasi, ureasi, ecc.).

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