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Action Française

movimento politico francese di stampo conservatore, sorto tra la fine del sec. XIX e il XX e ispirato al legittimismo monarchico e al nazionalismo con l'aggiunta di pretesi richiami all'ortodossia cattolica. Sostenuta dall'omonimo quotidiano, fondato nel 1908, riprendendo il titolo della rivista antidreyfusiana di Henri Vaugeois, l'Action Française ebbe subito un indirizzo antiparlamentare e autoritaristico, datole dai maggiori esponenti L. Daudet, C. Maurras, M. Pujo e J. Bainville, così da preannunciare con la teoria del nazionalismo “integrale” il fenomeno nazifascista. La sua influenza, accresciuta dalla propaganda dei camelots du roi, si diffuse fra la nobiltà e il clero, attraendo con la sua carica vitalistica anche la gioventù studentesca. Tuttavia il crescente atteggiamento ostile della Chiesa, turbata dall'impronta positivistica e pagana dell'ideologia, che subordinava l'individuo alla società, portò nel 1926 alla condanna del movimento, che ne uscì indebolito. Ripresosi dopo il 1933, grazie al rafforzamento delle correnti conservatrici seguito allo scandalo Staviski, l'Action Française fu sciolta nel 1935 dal governo Sarraut per un fallito attentato, pur continuando a pubblicare il giornale. La revoca della condanna ecclesiastica nel 1939 e il collaborazionismo col governo Pétain le ridettero vigore, finché con la Liberazione fu interdetta definitivamente.

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