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Albèrti, Mattèo

architetto italiano (Venezia ca. 1660-Düsseldorf 1716). Formatosi a Parigi, risentendo dell'influenza di Le Vau e di J. Hardouin-Mansart, fu attivo a Venezia come ingegnere del magistrato alle acque (progettò, nel 1687, una “gran palificata” di protezione sulla spiaggia di Malamocco), lasciando di tale attività un'importante opera teorica, pubblicata nel 1692: Dimostrazione scenografica e ortografica de' ripari che si fanno sopra i liti del mare all'uso di Venetia e d'Olanda. Al servizio, dal 1691 al 1716, dell'elettore palatino Giovanni Guglielmo, progettò una residenza ideale a Heidelberg o a Düsseldorf (disegno prospettico nel Museo Storico di Düsseldorf). Costruì il castello di Bensberg (1700-16), ispirato a Versailles, nella pianta ad andamenti simmetrici, ma arricchito da una fastosa decorazione barocca; e, a Colonia, la chiesa delle Orsoline (1709-12), caratterizzata da un'imponente facciata con due torri laterali.

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