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Mansart, Jules Hardouin

architetto francese (Parigi 1646-Marly 1708). Formatosi con il prozio François, del quale poté assumere il cognome, e con L. Bruant, esordì compiendo lavori di sistemazione al castello reale di Saint-Germain-en-Laye, iniziando pure quelli del castello di Val (1674). Architetto del re nel 1675, primo architetto dal 1685, sovrintendente generale alle costruzioni reali dal 1699, uomo di grandi capacità tecniche e organizzative, Mansart fu l'efficace interprete dello spirito celebrativo e aulico del grand siècle francese, svolgendo la sua attività nell'ambito del classicismo barocco monumentale voluto da Luigi XIV. Chiamato a Versailles (1678) per i lavori di ampliamento del palazzo reale, Mansart vi lavorò lungo tutto l'arco della sua vita, creandovi una reggia-simbolo della monarchia assoluta, modello di tutte le analoghe soluzioni europee. Trasformò la Cour de Marbre (1678-80), modificò la facciata già costruita da L. Le Vau verso il parco e realizzò la Galerie des Glaces oltre a vari appartamenti reali in collaborazione con Le Brun (1678-84), costruì le ali, il Grand Commun per i cuochi e la servitù, gli orti, le scuderie (1678-89). Nel parco di A. Le Nôtre costruì gli scaloni e l'Orangerie (1681-86), il colonnato (1680-88) e il Grand Trianon (1689). Contemporaneamente Mansart lavorò a Parigi: nel 1680 iniziò la costruzione del Dôme des Invalides, finito nel 1706, organismo centrale dalla gigantesca cupola a doppia struttura, aggiunto alla preesistente chiesa a tre navate del Bruant. Sempre a Parigi dette i progetti per la sistemazione urbanistica di Place des Victoires e di Place Vendôme, che si ricollegano a quel gusto per gli effetti scenografici e gli accorgimenti prospettici cui non fu estranea la collaborazione con Ch. Le Brun a Versailles. Concepita la prima a pianta circolare con edifici a facciata curva (successivamente modificata, è nota soltanto attraverso le incisioni), la seconda fu realizzata (dopo il 1698) come una piazza rettangolare con gli angoli smussati e due aperture coassiali sui lati minori, tutta circondata da edifici privati in cui Mansart adottò l'ordine gigante per le facciate, con un'originale interpretazione dei modelli italiani del Cinquecento. Agli anni 1697-1710 risale l'ultima importante opera dell'architetto a Versailles: la cappella reale del castello, volutamente semplice all'interno e originale nella soluzione architravata dell'ordine e nella struttura contraffortata che ricorda architetture gotiche.

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