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Alife

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comune in provincia di Caserta (37 km), 110 m s.m., 63,87 km², 7164 ab. (alifani), patrono: san Sisto (11 agosto).

Generalità

Centro posto nella media valle del fiume Volturno e compreso nel Parco Regionale del Matese. Di notevole importanza storica (era autorizzato a battere moneta propria) e archeologica per la cinta quadrilatera delle mura romane e per altre vestigia antiche e medievali, conserva nell'impianto viario la tipica struttura del castrum romano. È sede vescovile.

Storia

Di origine sannitica (Allifae), nel 310 a. C. fu conquistato definitivamente dai Romani che nel sec. I vi insediarono una colonia. Tra i sec. IV e V fu sede di diocesi e in età longobarda divenne contea. Assoggettato dall'imperatore franco Ludovico II nell'860, fu distrutto cinque anni dopo da un'incursione di Saraceni; nel sec. XI entrò a far parte del Principato di Capua. Ribellatosi alla dominazione normanna (1132), fu assediato e distrutto da Ruggero II nel 1135 e ancora nel 1138; da allora non riacquistò più l'antica grandezza. Nel sec. XIII divenne feudo dei D'Aquino; in seguito passò a varie famiglie, ultima delle quali fu quella dei Gaetani. Fu danneggiato dal terremoto del 1980.

Arte

Di grande interesse sono i monumenti del periodo romano: la cerchia delle mura (sec. I a. C.), con quattro porte in corrispondenza del cardine e del decumano, il criptoportico (costituito da due ambulacri e lungo più di cento metri) e i resti di edifici termali e di un anfiteatro. Notevole è il mausoleo detto “degli Acili Glabrioni”, a pianta circolare, trasformato nel sec. XIII nella cappella di San Giovanni Gerosolimitano e nel 1924 in quella dei Caduti. La cattedrale, dedicata all'Assunta e a San Sisto (sec. XIII, ricostruita nel Seicento), presenta una facciata tardobarocca; l'interno, a tre navate, è neoclassico e conserva resti della chiesa medievale, tra cui la cripta, con colonne romane probabilmente provenienti dal teatro di Allifae.

Economia

È fiorente l'agricoltura, con cereali, legumi, foraggi, frutta e ortaggi (coltivati nelle “cannavine”, orti tipici all'interno della cinta muraria), e, nella zona collinare, olive e uva (produzione di olio e di vini pregiati, tra cui il pallagrello, conosciuto già in età romana). L'industria è attiva, con numerose aziende di medie dimensioni, nei settori cartario, alimentare e dei prefabbricati in cemento.

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