Questo sito contribuisce alla audience di

Ammóne

(anche Amòn o Amùn), divinità dell'antico Egitto. Venerato a Tebe da tempo immemorabile, era il dio nascosto che si manifestava soprattutto nel vento il quale “soffia nella direzione che vuole, e se ne può sentire il rumore ma non si può dire da dove venga e dove vada”. Ammone è “vento” e “respiro”: la fonte misteriosa della vita. Nel II millennio a. C. Ammone venne assimilato al dio-sole , che in tutto l'Egitto era riconosciuto come signore universale. Con un processo teologico che chiamiamo teocrasia (fusione di due o più divinità), si giunse all'idea di un dio Amon-Râ, quale unica fonte dell'esistenza e detentore della sovranità assoluta. La nuova concezione non dimenticava la natura originaria dei due dei, per cui dell'unico Amon-Râ si diceva: “Tuo è ciò che vedi come luce e ciò che attraversi come vento”. Il processo di teocrasia, inteso a giungere a una concezione divina sempre più universale, condusse infine alla formulazione di un Amon-Râ-Osiride che incluse anche le caratteristiche di Osiride, altra fonte dell'esistenza e del potere regale. Assunto come protettore dai sovrani della XVIII dinastia, Ammone divenne ben presto il dio nazionale e gli furono dedicati templi imponenti tra cui, colossale, quello di Karnak. La sua potenza continuò ad accrescersi favorita da un clero potente e organizzato e le ricchezze accumulate nel suo tempio divennero ben presto tali da influenzare la politica dei sovrani. Vi furono sporadici tentativi di ribellione contro questo stato di cose, come l'eresia di Ekhnaton, ma Ammone finì col riavere il sopravvento e col conservarlo fino a quando la conquista assira di Tebe nel 666 a. C. inferse un duro colpo alla sua supremazia. Veniva rappresentato in aspetto itifallico oppure con testa di ariete (e l'ariete era, con l'oca, l'animale che lo rappresentava). Portava sul capo un modio sormontato da due alte piume diritte, caratteristiche delle divinità celesti. Sua sposa era Mut e il figlio Khonsu; entrambi avevano luoghi di culto in Tebe. Greci e Romani lo assimilarono a Giove, rappresentandolo con corna d'ariete.

Media

Ammone.