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Aristarco di Samotràcia

grammatico alessandrino (ca. 217-ca. 145 a. C.). Discepolo di Aristofane di Bisanzio, fu precettore di Tolomeo VII (VIII) e direttore della Biblioteca di Alessandria; con l'avvento al trono di Tolomeo, lasciò l'Egitto per recarsi a Cipro. Può essere considerato l'iniziatore della filologia e dello studio scientifico delle opere letterarie; la sua attività si rivolse a studi grammaticali, etimologici, ortografici, letterari. Sulla scia del suo maestro, diede edizioni critiche e commenti dei testi della più antica letteratura greca: di Esiodo, Archiloco, Alceo, Anacreonte, Pindaro, ma soprattutto di Omero, indicando i versi dell'Iliade e dell'Odissea da lui ritenuti spuri e riordinandone la successione. Nello studio dei problemi di critica omerica fu più cauto dei suoi predecessori: rivalutò la tradizione manoscritta e studiò attentamente la lingua e la metrica dei poemi. § Per antonomasia, il nome del grammatico è diventato sinonimo di critico arcigno e pedante: fare l'Aristarco.