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Arquà Petrarca

comune in provincia di Padova (23 km), 80 m s.m., 12,52 km², 1876 ab. (arquatensi), patrono: Santissima Trinità (domenica dopo Pentecoste).

Centro dell'area dei Colli Euganei. Il borgo, dall'aspetto medievale, sorge alle falde meridionali del monte Ventolone. Fu abitato fin dall'Età del Bronzo, come testimoniano i resti di palafitte scoperti alla fine del sec. XIX sulle rive del laghetto di Costa. Centro romano, nel sec. V fu incendiato da Attila. Già territorio degli Estensi, fu da questi ceduto nel 1040 a Rodolfo di Normandia. Nel sec. XII divenne feudo dei conti di Abano e nel sec. XIV sede di una vicaria patavina. Fu gravemente danneggiato nel 1319 da Cangrande della Scala e nel 1322 da Corrado di Vigonza, suo capitano. Nel 1370 vi fissò la residenza il poeta Francesco Petrarca (1304-1374) e in suo onore Arquà ne assunse il nome nel 1868.§ Nella chiesa di Santa Maria si trovano affreschi medievali (sec. XI-XIV) e nell'abside il dipinto dell'Assunzione di Maria di Palma il Giovane. Dello stessa artista è conservata una pala d'altare nell'oratorio della Trinità. Nel Cinquecento la casa del Petrarca fu arricchita della loggetta e affrescata; la tomba del poeta è nella piazzetta al centro dell'abitato.§ L'economia è essenzialmente agricola, con produzione di olive (rinomato è l'olio dei Colli), piselli, uva e miele; sviluppato il turismo naturalistico e culturale.

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