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Bórgo Valsugana

comune in provincia di Trento (34 km), 380 m s.m., 52,28 km², 6177 ab. (borghesani o borghigiani), patrono: san Prospero (secondo lunedì di luglio).

Centro dell'alta Valsugana, posto sulle sponde del fiume Brenta. Importante stazione romana (Ausugum, poi Burgum Ausugi), nel Medioevo fu occupato da Goti, Longobardi e Franchi. Fu sotto i vescovi di Feltre dal 1027 al 1321, quindi appartenne a Cangrande della Scala e in seguito ai conti di Tirolo, ai Da Carrara, ai Visconti e a Venezia (sec. XV). Nel sec. XVI passò ai principi-vescovi di Trento, dai quali ottenne un proprio statuto; dal 1810 fece parte del Regno Italico, tornando all'Impero austro-ungarico fino alla prima guerra mondiale.§ Nella parte antica dell'abitato, con caratteristici edifici in stile veneto, sorgono i ruderi del Castel Telvana (sec. XIV), che s'innalza con due torri e una cortina bastionata, il cinquecentesco convento dei Francescani, il tardorinascimentale vecchio municipio, la chiesetta di S. Rocco (sec. XVI) e la parrocchiale di Santa Maria (costruita nel sec. XVII con elementi appartenenti alla parrocchiale della Madonna del Carmine di Trento, distrutta nell'Ottocento), con un elegante campanile di T. Temanza. Di particolare interesse sono i palazzi Ceschi, Bertondello, Sette, Baldessari e Bettanini.§ Rinomata località di villeggiatura, basa la sua economia sul settore terziario; in forte espansione è il turismo escursionistico, anche grazie alla vicinanza della val di Sella, del passo Manghen e dell'area della catena dei Lagorai, denominati il “Tibet delle Dolomiti”. L'industria opera nei settori metallurgico (acciaierie), tessile (calzifici), delle ceramiche e del legno. L'agricoltura produce cereali, foraggi, patate e frutta.

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