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Baruchèllo, Gianfranco

artista italiano (Livorno 1924). Personalità di punta dell'arte d'avanguardia e di ricerca italiana. La sua attività è orientata in una direzione concettuale, anche se derivata da una cultura artistica di ascendenza pop. Baruchello, con un tipo di interventi che vanno dalla poesia visiva all'assemblaggio, lavora in senso didattico: i suoi pezzi appaiono come “dimostrazioni”, anticipando alcuni atteggiamenti degli inglesi dell'Art & Language. Autore di libri (Mi viene in mente, 1966; Avventure nell'armadio di plexiglas, 1969; Alphabets d'Èros, 1976), film, videotapes (Verifica incerta, con A. Grifi, 1964-65; Tre lettere a Raymond Roussel, 1969-70), oggetti multimediali (Sulla perdita d'amore, 1976), grafie, fotomontaggi, Baruchello fa un uso non estetico, ma rigorosamente concettuale, sia dell'immagine sia della scrittura. Nella prospettiva di un'ironica contrapposizione a certe assurdità tecnologiche, negli anni Ottanta inizia la serie Kanak, consistente in progetti visionari illustrati con minuziosa precisione. Partecipa inoltre a importanti manifestazioni artistiche sia in Italia sia all'estero. Nel 1984 viene pubblicato Bellissimo il giardino, libro che costituisce un punto d'arrivo per quanto riguarda il tema del giardino, a cui Baruchello si dedicherà costantemente e dal quale nascerà una nuova riflessione sul tema del bosco. Nel 1988 la Biennale di Venezia gli ha dedicato una sala; sue opere sono inoltre esposte al Guggenheim Museum di New York. Nel 1998 è stata istituita la Fondazione Baruchello che si propone di favorire la ricerca artistica contemporanea.

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