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Blum, Léon

scrittore e uomo politico francese (Parigi 1872-Jouy-en-Josas, Versailles, 1950). La carriera e la personalità di Blum appaiono nettamente divise in due: critico letterario sottile, quasi estetizzante, in un primo periodo, uomo politico investito delle cariche più alte, in seguito. Tuttavia i suoi saggi più importanti, Nouvelles conversations de Goethe avec Eckermann (1901) e Stendhal et le Beylisme (1914), tendevano già a dare dello scrittore una dimensione politica, in quanto ricerca umana e sociale, oltre che psicologica. Ancora più significativo per capire l'evoluzione spirituale di Blum appare il saggio clamoroso Du mariage (1907), che preconizzava una pluralità di esperienze matrimoniali. Parte dei suoi numerosissimi articoli scritti per riviste è stata raccolta in En lisant (1906). L'affare Dreyfus svegliò la sua coscienza politica, avvicinandolo al socialismo di Jaurès. Collaboratore dell'Humanité, segretario della SFIO (Section Française de l'Internationale Ouvrière), deputato della Senna, rimase fedele alla II Internazionale, quando i comunisti se ne staccarono nel 1920. Dal 1926 mantenne il suo partito all'opposizione fino alla formazione del governo di fronte popolare (1936-37), che lo vide primo ministro, artefice di alcune importanti riforme popolari (riconoscimento del diritto sindacale, settimana di 40 ore) e di varie nazionalizzazioni. La politica di non intervento a difesa della Spagna repubblicana fu uno dei motivi della caduta del governo che, rinato nel 1938 per un brevissimo periodo, si trovò ancora ad affrontare opposizioni interne e la minaccia nazista che il pacifismo di Blum non era riuscito ad allontanare. Arrestato dal governo Pétain, processato, consegnato ai Tedeschi, fu internato in Germania. Liberato nel 1945, nel 1946-47 presiedette ancora per un mese il governo, quindi si ritirò a vita privata, pur conservando una profonda influenza morale sul suo partito. Senza aver nulla perduto del gusto letterario di un tempo (fu sempre articolista e oratore brillante), ritornò alla penna nel 1945 con un libro che riassume il suo pensiero politico, in cui trovano posto, in modo non antitetico, umanesimo e marxismo: À l'échelle humaine (A misura d'uomo).

Bibliografia

J. Colton, Léon Blum, Parigi, 1968; C. Audry, Léon Blum ou la politique du juste, Parigi, 1970; P. Mendès-France, Choisir, Parigi, 1974; J. Lacouture, Léon Blum, Parigi, 1977.

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