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Bolòtana

comune in provincia di Nuoro (40 km), 472 m s.m., 108,52 km², 3276 ab. (bolotanesi), patrono: san Bachisio (10 maggio).

Centro della catena del Marghine, situato in posizione panoramica sulla piana del fiume Tirso. Di antica origine (sono stati censiti 47 nuraghi, tutti disposti a raggiera), fece parte del Giudicato di Torres dal sec. XI; nel 1353 vi giunsero profughi da Ottana. Passato al Giudicato d'Arborea, poi al Marchesato di Oristano (1410) e infine agli Aragonesi (1478), fu feudo dei Pimentel nel sec. XVIII e poi dei Tellez-Giron, fino all'abolizione dei feudi (1839).§ Al centro dell'abitato è la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, eretta nel sec. XV e rimaneggiata nel sec. XIX, con evidenti influssi aragonesi. Molti sono gli edifici decorati da murales. Isolati, in posizione dominante, sorgono la chiesa di San Francesco e resti del convento francescano (sec. XVII). Poco distante si trova la chiesa di San Bachisio (sec. XIII), in trachite rossa, ristrutturata nel Cinquecento. La semplice facciata è ornata da un rosone e da un bel portale in stile rinascimentale.§ L'economia si basa sull'allevamento di bovini, ovini e caprini (con produzione casearia tipica), sulla coltivazioni di cereali, viti e olivi, sull'artigianato (tappeti a telaio, mobili, dolci e liquore di mirto) e su aziende di abbigliamento e di lavorazione della gomma.§ Nel mese di febbraio si tiene la rappresentazione dell'antico Carnevale, comprendente una gara di abilità (Sas Mascaras de Caddu) in cui si sfidano cavalieri mascherati; a Ferragosto, durante la Sagra della Montagna, si svolgono corse di cavalli, giochi di origine antica, balli tradizionali e gare di poesia.

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