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Borghétto di Vara

comune in provincia di La Spezia (24 km), 104 m s.m., 27,33 km², 1005 ab. (borghettini), patrono: Sacro Cuore di Gesù (terza domenica di luglio).

Centro della val di Vara, sul piano di confluenza del torrente Pogliaschino nel fiume Vara, raggiungibile attraverso i boschi, tra i quali si distinguono i tipici terrazzamenti coltivati. Mansio romana di rifornimento e di soggiorno, nel Medioevo appartenne ai vescovi di Brugnato che costruirono due castelli sul vicino monte Parodi. Ebbe importanza a partire dal sec. XIII come sede commerciale lungo la via Regia (da La Spezia a Genova). Fu poi feudo dei Fieschi e dei Malaspina, passando al diretto controllo di Genova nel 1531. Della vecchia parrocchiale, distrutta dai bombardamenti del 1944, rimane il campanile barocco; la parrocchiale di San Carlo risale al 1926-27.§ Nelle zone collinari prevalgono le colture dell'olivo, della vite e della frutta, mentre nelle aree pianeggianti sono diffusi i seminativi. È attiva la lavorazione del marmo.§ In località Cassana è la chiesa di San Michele, di origine romanica ma trasformata dai rifacimenti secenteschi, che conserva un trittico del 1555 e una tela del sec. XVI. Resti di una fabbrica romanica sono nella chiesa di San Nicolò (rifatta nel sec. XVIII) a Ripalta, e nel santuario dell'Accola, un tempo abbazia.

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