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Savóna (città)

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capoluogo della provincia omonima, 4 m s.m., 65,55 km², 61.916 ab. secondo una stima del 2005 (savonesi), patrono: Madonna della Misericordia (18 marzo).

Generalità

"Per la pianta della città vedi il lemma del 17° volume." "La pianta della città è a pag. 400 del 19° volume." Città della Riviera di Ponente, situata nella pianura alluvionale alla foce del torrente Letimbro; Savona è un importante nodo marittimo, ferroviario, stradale e autostradale, in posizione strategica per i traffici lungo la Riviera, con il Piemonte e con la Francia. L'antico nucleo di origine medievale, con vie strette e tortuose, è raccolto intorno alla vecchia darsena del porto; lo sviluppo urbanistico più recente ha avuto luogo, all'inizio del sec. XIX, al di là del torrente e, dal secondo dopoguerra, verso le colline dell'entroterra e lungo il litorale verso SW in direzione di Vado Ligure e sui versanti in direzione di Albisola Marina. Negli anni Sessanta del Novecento la città si è saldata ai comuni limitrofi, dando vita a una conurbazione protesa a S nei comuni di Vado Ligure, Quiliano e Bergeggi, e a N nelle Albisole. È sede vescovile.

Storia

All'epoca della seconda guerra punica Savo era un oppidum dei Liguri Sabazi, alleati dei Cartaginesi contro Roma. Possedimento bizantino dopo il crollo dell'impero, si oppose alla conquista longobarda ma venne soggiogata da Rotari (ca. 640). Nel sec. VIII risorse come luogo fortificato e con Carlo Magno la città fu inclusa nel comitato di Vado. Compresa nella Marca aleramica nel sec. X, nei successivi due secoli si rese progressivamente autonoma prima dai marchesi e poi dai vescovi, accettando la protezione di Genova nel 1153. Costituitasi in libero comune nel 1191, insofferente alla tutela commerciale e politica genovese si schierò dalla parte dell'imperatore Federico II; dopo la morte di questi, nel 1251 fu tuttavia costretta a firmare il trattato di Varazze, perdendo l'indipendenza. Fino al sec. XV la città rimase pressoché ininterrottamente soggetta alla Repubblica genovese, riuscendo solo in parte a sviluppare i suoi commerci. Nel 1459 si diede, dopo Genova, alla Francia, che la cedette agli Sforza. Dopo un breve periodo di prosperità, fu occupata nel 1525 da Andrea Doria e nel 1528 ricadde sotto il totale dominio genovese. Persa l'indipendenza, fu da Genova mutilata del porto (che venne interrato) e di parte dell'abitato e trasformata in fortezza (Priamar). La città visse da allora un lungo periodo di declino, interrotto brevemente alla fine del sec. XVIII dall'occupazione francese. Inclusa nella Repubblica Ligure nel 1797, nel 1799 passò agli austriaci. Nel 1805, con l'annessione della Liguria all'impero napoleonico, entrò a far parte del dipartimento di Montenotte. Nel 1809 Napoleone vi tenne segregato papa Pio VII. Con il Congresso di Vienna (1814) la città fu assegnata, con il resto della Liguria, al Regno di Sardegna.

Arte

Testimonianze di epoca medievale e simboli della città sono le torri del Brandale (sec. XII) e di Leon Pancaldo (sec. XIV), a pochi passi dal porto vecchio. L'imponente fortezza del Priamar, costruita dai genovesi nel Cinquecento e successivamente ampliata, sorge sul mare e una breve spianata la separa dal nucleo storico dell'abitato; gli interni, ristrutturati a partire dagli anni Ottanta del Novecento, sono destinati ad attività espositive e culturali. La cattedrale di Santa Maria Assunta venne costruita verso la fine del sec. XVI; nell'interno, a tre navate, sono presenti un crocifisso marmoreo del tardo Quattrocento, una scultura lignea, capolavoro del Maragliano, il pulpito cinquecentesco e il coevo coro ligneo. L'oratorio di Nostra Signora di Castello, risalente alla metà del Cinquecento, conserva un monumentale polittico di Vincenzo Foppa, ultimato da Ludovico Brea. Nel sec. XVIII venne operata la trasformazione in stile rococò dell'interno della Cappella Sistina, fatta erigere nel sec. XV da papa Sisto IV (Francesco Della Rovere, nativo della vicina Celle Ligure). L'arte ceramica, sviluppata fin dal Quattrocento, si affermò in particolare tra i sec. XVI e XVIII, quando ebbero fama internazionale le officine Salomone e dei Guidobono. Nel palazzo della Loggia hanno sede il Civico Museo storico-archeologico, che conserva reperti provenienti dagli scavi del Priamar e una raccolta di ceramiche islamiche e bizantine, e il Museo d'Arte “Sandro Pertini”, con sculture e dipinti contemporanei. La Pinacoteca Civica espone opere pittoriche dei sec. XIV-XIX.

Economia

Savona ha a lungo rappresentato uno dei principali sbocchi per le merci prodotte nella sezione occidentale della Pianura Padana e soprattutto a Torino. Il traffico marittimo, cresciuto a partire dalla seconda metà del sec. XIX parallelamente allo sviluppo dell'industria italiana, ha subito negli ultimi decenni del sec. XX pesanti contraccolpi a causa della chiusura dei locali impianti siderurgici. Lo scalo savonese è tuttavia ancora oggi uno dei principali in Italia per l'import-export di autovetture; vi operano due terminal specializzati nel settore dell'acciaio e dei prodotti forestali, due per la movimentazione di prodotti alimentari e due per quella di fertilizzanti e cementi. Lo storico impianto di Miramare è il punto di sbarco per rinfuse industriali, poi avviate verso i parchi di stoccaggio dell'entroterra da una funivia che si sviluppa per 18 km tra il porto e San Giuseppe di Cairo; il movimento di merci riguarda prevalentemente combustibili (petrolio e carbone) e minerali metallici destinati alle industrie locali e al retroterra ligure e piemontese. Il porto svolge inoltre un'importante funzione commerciale e turistica (traghetti, crociere e diporto nautico); dal 2003 è stato allestito un importante terminal crocieristico che opera sia come stazione marittima sia come centro congressi. L'industria è attiva nei settori chimico, petrolchimico, metallurgico, meccanico, cantieristico, elettrotecnico, alimentare, dei materiali da costruzione e dell'abbigliamento.

Curiosità

La città diede i natali al pittore Bartolomeo Guidobono (1654-1709) e all'uomo politico Paolo Boselli (1838-1932). Vi si svolge, negli anni pari, una suggestiva Processione del Venerdì Santo.