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Brakman, Willem

scrittore olandese (L'Aia 1922). Il rifiuto della morte e l'irreversibilità del tempo sono i temi dei primi romanzi (Il risorto, 1963; Il morto obbediente, 1964), ispirati alla biblica figura di Lazzaro. Nelle opere successive Brakman porta alla luce il contrasto tra realtà e immaginazione, servendosi di uno stile barocco e ironico (Il nero dalla bocca di Madame Bovary, 1974; Come back, 1980). Simboleggia la lotta tra il demoniaco e il divino per la conquista dell'uomo la novella De reis van douanier Maar Bentheim (1983), dove il senso del mistero e il sogno di difficile interpretazione continuano a esercitare un fascino incommensurabile. Nei racconti De oorveeg (1984), ispirato a un racconto di Kleist, e De bekentenis van de heer K. (1985), in cui rivive la figura di Franz Kafka, è ancora servendosi di soggetti letterari che riesce a oltrepassare i limiti imposti dal tempo e dallo spazio. Nell'autobiografia Pop ob de bank (1989) il ricordo dell'infanzia trascorsa all'Aia apre una finestra su un mondo d'immaginazione che, nella sua immensità, finisce per vincere la transitorietà dell'umano destino. Tra le altre sue opere si ricorda Vrij uitzicht (2001).

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