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Branciaròli, Franco

attore teatrale e cinematografico italiano (Milano 1948). Affermatosi allo Stabile di Torino in alcuni spettacoli diretti da A. Trionfo (Nerone è morto di Hubay, Gesù di Dreyer), ha dato poi il meglio di sé lavorando con L. Ronconi (La torre di Hofmannsthal, Spettri di Ibsen, Besucher di Strauss) e interpretando alcuni testi di G. Testori: Verbò (1989) e Sfaust (1990). Ha lavorato in diversi film, tra i quali Vizi privati, pubbliche virtù (1976) di M. Jancso. La sua attività cinematografica è proseguita sotto la direzione di T. Brass; ha partecipato infatti a La chiave (1983), Così fan tutte (1992) e L’uomo che guarda (1994). Nel 1998 è tornato al teatro con il Riccardo III di W. Shakespeare, diretto da A. Calenda; nel 2001 al Teatro di Verdura con Gli angeli dello sterminio e nel 2004 ha recitato in Angelo della gravità di Massimo Sgorbani, per la regia di Benedetta Frigerio e in Edipo e la Sfinge di Hugo von Hofmannsthal. Nel 2005 ha scritto e interpretato Lo zio, con la regia di Claudio Longhi e nel 2006 ha diretto e interpretato Finale di partita di Beckett. È del 2007 la sua partecipazione al film Gli Arcangeli, drammatica pellicola che racconta di un bambino di dieci anni dall'elevata sensibilità e per questo destinato a una vita di sofferenze.

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