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Càlcide

capoluogo del nomós Eubea (Grecia), 53.584 ab. (2001). È situata sulla costa occidentale dell'isola omonima, di cui è il centro principale, all'estremità settentrionale del promontorio che si spinge nello stretto di Euripo: un ponte la collega alla costa della Beozia. Con i suoi due ponti, che Tito Livio soprannominò le “Termopili del mare”, Calcide fu una delle più vivaci città dell'antica Grecia. § Con Eretria, Calcide ebbe grande importanza nella colonizzazione del sec. VIII a. C. e inviò coloni nella Calcidica e in Occidente (Cuma, Nasso, Catania, Lentini, Zancle, Reggio). Vittoriosa su Eretria nella guerra Lelantea (sec. VIII-IV), Calcide fu con gli Ateniesi durante la seconda guerra persiana e fece parte della prima e della seconda lega ateniese. In età ellenistica fu base macedone e uno dei “ceppi” della Grecia. Liberata dai Romani nel 197 a. C., nel 146 appoggiò la rivolta achea e fu saccheggiata e costretta ad accogliere una guarnigione romana. Calcide era ricca di santuari, portici e teatri, e aveva un'agorà commerciale e due porti: di questi monumenti non resta traccia. Nel museo, oltre a ceramica preistorica, sono importanti sculture in marmo, tra cui quelle del tempio di Apollo Daphnephóros di Eretria (Teseo che rapisce Antione). In greco, Chalkís.